Castellammare, il sindaco Vicinanza sfida il Pd: «Non mi dimetto»

Il primo cittadino respinge De Luca e invita la Schlein

«Non mi dimetto». È questo il messaggio politico consegnato da Luigi Vicinanza nella conferenza stampa convocata al Municipio di Castellammare di Stabia, dopo la richiesta del segretario regionale del Pd di chiudere l’esperienza amministrativa.

La replica a Piero De Luca è stata netta: «Resto qui, nella funzione di sindaco di Castellammare di Stabia, fino all’ultimo minuto possibile». Il segretario regionale del Partito democratico gli aveva chiesto ufficialmente «di fare un passo di lato», dopo la conclusione del lavoro della Commissione d’accesso per indagini su infiltrazioni di camorra. Vicinanza, però, ha escluso le dimissioni e ha rivendicato la scelta di restare alla guida dell’amministrazione cittadina.

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Lo scontro nel Pd e l’appello a Schlein

La posizione del sindaco si inserisce in una contrapposizione ormai aperta con il Partito democratico locale, accusato di «strabismo politico» e di essere assente anche ai tavoli in Regione. Vicinanza ha chiamato in causa direttamente la segretaria Elly Schlein, invitandola a Castellammare di Stabia per dirimere questioni politiche interne che, a suo giudizio, stanno incidendo sui progetti futuri della città, in particolare su quelli legati alla Fincantieri.

Il primo cittadino ha definito il «caso Castellammare di Stabia» un «caso nazionale» e ha motivato la permanenza a Palazzo Farnese con il «senso di responsabilità nei confronti della città e dei suoi abitanti». Quindi ha aggiunto: «Ho sempre detto che il vuoto di potere, l’assenza delle Istituzioni sono un grande favore alla criminalità organizzata, alla camorra, ai poteri criminali».

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L’accertamento della verità

La decisione di restare, ha spiegato Vicinanza, non dipenderà dall’esito delle attività svolte dalla Commissione d’accesso. «Io resto al mio posto», ha affermato, ringraziando pubblicamente «la commissione prefettizia, il prefetto e il ministro dell’Interno Piantedosi» per un lavoro definito «di accertamento della verità in funzione della trasparenza, della chiarezza, della legalità».

Secondo il sindaco, la vicenda ha aperto «un interessante dibattito pubblico» anche nel Partito democratico. Vicinanza ha ringraziato il sindaco Manfredi, «che ha sempre sostenuto la mia attività amministrativa», e ha ricondotto il confronto a un tema più ampio: come governare il Mezzogiorno, come affrontare la complessità del suo governo, come contrastare la camorra presente a Castellammare e in molte realtà del territorio e come sostenere i sindaci che «troppo spesso vengono lasciati soli».

«Quando tre giorni fa il Segretario Regionale del Partito Democratico, Piero De Luca, mi ha chiesto di fare un passo di lato, ovvero di dimettermi, io sono stato obbligato a rispondergli negativamente, non perché io sia legato alla mia poltrona di sindaco, ma per senso di responsabilità», ha chiarito Vicinanza.

Il nodo Fincantieri e le assenze pesanti

Il sindaco ha raccontato anche la vicinanza manifestata dai cittadini in questi giorni. Per Vicinanza, «evidentemente qualcosa in questa città sta cambiando» e interrompere ora «questo processo di coinvolgimento e cambiamento», avviato dal primo giorno del suo insediamento, sarebbe «colpevole».

Poi il riferimento ai tempi della richiesta arrivata da De Luca: «La richiesta del segretario regionale mi ha particolarmente colpito nei tempi in cui è stata diffusa». Vicinanza ha ricordato che nel pomeriggio del 6 maggio si trovava con il presidente del consiglio comunale Elefante nella sede della Regione Campania a Santa Lucia, per un incontro sul presente e sul futuro della Fincantieri.

Il sindaco ha definito lo stabilimento «la fabbrica più importante del Mezzogiorno e strategica a livelli nazionali», spiegando che si accinge a modificare la destinazione della costruzione delle navi per obiettivi legati alla Difesa. A quel tavolo, presieduto dal vicepresidente della Giunta regionale, erano presenti l’assessore alle Attività produttive della Regione e il presidente del consiglio regionale della Campania, tutti indicati da Vicinanza come «autorevolissimi esponenti del Partito democratico».

Da qui la lettura politica: «Evidentemente c’è una forte dissociazione all’interno del Partito se il Segretario regionale dice una cosa e tre autorevolissime espressioni del partito incontrano il sindaco di Castellammare per discutere di Fincantieri». A quell’incontro, come nei precedenti, ha aggiunto Vicinanza, non c’era alcun esponente del Pd locale. Erano invece presenti Cantalamessa, della Lega, e Gaetano Amato del Movimento 5 Stelle, che il sindaco ha ringraziato.

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