Delitto di Garlasco, la difesa di Sempio: «Nei messaggi non parlava di Chiara Poggi»

Per la Procura l’odio per la vittima nacque da un rifiuto

È su oltre 3 mila messaggi pubblicati in rete che si gioca una parte della nuova accusa contro Andrea Sempio, oggi unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Il materiale arriva dal forum «Club di seduzione italiana», dove, tra il 7 novembre 2009 e il primo novembre 2016, l’utente ‘Andreas’ avrebbe scritto a lungo di fantasie, relazioni e approcci con le donne.

La Procura di Pavia, che si avvia a chiudere l’indagine sul delitto di Garlasco, considera quei contenuti un tassello del nuovo quadro accusatorio. Non isolati, ma letti insieme agli altri riscontri raccolti e alla consulenza di un criminal profiler del Racis. Da qui la contestazione, accanto all’aggravante della crudeltà, anche dei motivi abietti, «riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».

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Nel forum compaiono anche richiami alla trilogia erotico-sentimentale «Cinquanta sfumature di grigio» e una citazione del sociologo Francesco Alberoni. Che dietro il nickname ci fosse Sempio è stato confermato dai suoi legali, Liborio Cataliotti e Angela Taccia. Ma proprio da loro arriva una lettura opposta rispetto a quella ipotizzata dall’accusa.

La difesa: non era Chiara Poggi

Per gli avvocati, quei messaggi non riguardavano Chiara Poggi. La ragazza evocata negli scritti, secondo la difesa, sarebbe un’altra persona. Angela Taccia, amica storica di Sempio e parte dello stesso giro di conoscenze, sostiene di sapere a chi facesse riferimento l’indagato.

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La linea difensiva punta quindi a smontare l’idea dell’ossessione. Non un movente legato alla vittima, ma una semplice «cotta». E, in caso di processo, la difesa valuta di chiamare proprio quella vecchia «fiamma» come testimone.

Mercoledì Sempio è atteso in Procura. La sua presenza è data per certa, mentre resta aperta la scelta se rispondere o meno alle domande dei pm. Al centro dell’interrogatorio ci sarà il 13 agosto di diciannove anni fa. Secondo il nuovo capo di imputazione indicato nell’invito a comparire, Sempio avrebbe ucciso la sorella dell’amico Marco con almeno 12 colpi tra volto e cranio, usando un oggetto contundente mai ritrovato. La giovane, secondo la stessa contestazione, avrebbe tentato di difendersi.

Lo scontrino, i tabulati e l’ora della morte

Uno dei passaggi più delicati riguarda l’alibi costruito attorno allo scontrino del parcheggio di Vigevano. Il ticket segna le 10.18 del 13 agosto e fu conservato per un anno, per poi essere consegnato agli inquirenti soltanto quando Sempio venne indagato per la prima volta. Quell’inchiesta si chiuse poi con l’archiviazione.

All’epoca lo scontrino fu ritenuto compatibile con la ricostruzione dell’orario della morte. Oggi, però, nuovi accertamenti rimettono in discussione quel punto. I tabulati telefonici collocherebbero il 38enne a Garlasco e non a Vigevano. A questi elementi si aggiungono le testimonianze acquisite, tra cui quella del pompiere amico della madre.

Il quadro temporale è cambiato anche per effetto della consulenza medico-legale affidata a Cristina Cattaneo. La morte di Chiara Poggi viene collocata tra le 10.30 e le 12, con una maggiore «centratura» tra le 11 e le 11.30. In questa prospettiva, secondo l’accusa, anche un passaggio da Vigevano non avrebbe impedito a Sempio di raggiungere Garlasco in tempo utile.

Restano poi altri nodi aperti. C’è l’impronta palmare 33, trovata sul muro delle scale verso la cantina. Ci sono le telefonate «mute» effettuate nei giorni precedenti il delitto, quando Marco Poggi, fratello della vittima e amico dell’indagato, era in montagna. E ci sarebbero anche ulteriori elementi ancora coperti dal segreto istruttorio, potenzialmente in grado di incidere sulla ricostruzione della scena del crimine.

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