Dj Godzi, la perizia: «Michele Noschese fu immobilizzato e schiacciato»

La famiglia: «Subì violenza, non un malore»

Fu immobilizzato, costretto in ginocchio e sottoposto a una pressione sul dorso che ne compromise la respirazione fino alla morte: sono le conclusioni della consulenza medico-legale sulla fine di Michele Noschese, in arte Dj Godzi.

La perizia, redatta dal medico legale nominato dalla famiglia, il dottor Raffaele Zinno, descrive una dinamica che avrebbe portato a un’insufficienza cardiorespiratoria acuta. Secondo quanto emerso, la posizione in cui il 36enne napoletano fu costretto avrebbe inciso in modo determinante sulla capacità respiratoria, fino al decesso.

Pubblicità

La perizia: traumi diffusi e violenza reiterata

L’esame autoptico ha inoltre evidenziato «un quadro di politraumatismo diffuso pienamente coerente con una dinamica di violenza fisica reiterata». Un elemento che rafforza la tesi sostenuta dalla famiglia Noschese e dai suoi legali, in netto contrasto con la versione fornita dalle autorità spagnole.

Michele Noschese morì la mattina del 19 luglio nella sua abitazione a Ibiza, dove si trovava quando la Guardia Civil fece irruzione, chiamata dai vicini per la musica ad alto volume. Per gli investigatori spagnoli, il decesso sarebbe stato causato da un arresto cardiaco legato all’assunzione di sostanze stupefacenti. Una ricostruzione che i familiari non hanno mai ritenuto credibile.

Pubblicità Pastificio Setaro

Alla luce delle conclusioni della consulenza tecnica, il pool difensivo della famiglia – composto dal penalista napoletano Vanni Cerino insieme ai colleghi Sammarco e D’Urso – ha prospettato ai pm della Procura di Roma l’ipotesi del reato di tortura a carico degli agenti della Guardia Civil intervenuti quella mattina. «Un reato – spiegano – introdotto dopo il caso di Stefano Cucchi. Siamo certi infatti che il ragazzo abbia subìto violenza».

Il racconto del padre

«La perizia del nostro consulente comprova i sospetti iniziali, e cioè che mio figlio fu torturato con insolita aggressività, direi tipica delle metodologie militari»», ha dichiarato all’Ansa Giuseppe Noschese, padre del dj. «Mi fa male come padre usare la parola tortura, tanto più se penso che a subirla è stato mio figlio. Ma di quello si tratta se penso che, stando alla relazione, si sarebbero accaniti su una persona prona sul divano, sembra vessata da un ginocchio premuto sull’emitorace».

Il genitore ricostruisce anche ulteriori dettagli: «Da quello che capisco lo hanno letteralmente incaprettato e immobilizzato con le tecniche dei corpi speciali, quelle che si usano per i terroristi. Addirittura lo avrebbero colpito con un colpo di karate alla gola provocandogli la rottura dell’osso ioide».

Infine, sottolinea un aspetto ritenuto centrale: «Il paradosso di questa storia è che Michele non c’entrava proprio. Ad ascoltare la musica a volume un po’ più alto erano i suoi amici che stavano al piano di sotto». La Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta sulla morte del dj napoletano, nei prossimi giorni ascolterà anche l’amico che si trovava in casa con Noschese quella sera e che ha riferito delle violenze subite dalla vittima.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Napoli cresce, ma chi la governa? Una città attrattiva ma senza controllo

Fondi e turismo non bastano senza una macchina comunale che funzioni Napoli cresce, e lo fa rapidamente. Nel 2025 ha avuto circa 14 milioni di...

Berlusconi dopo Berlusconi: Forza Italia alla prova della rifondazione del centro

Il partito in cerca di una missione oltre la conservazione Nel tempo accelerato della contemporaneità politica, in cui le categorie tradizionali appaiono logorate da una...

Ultime notizie

Il trionfo del «Noir Vesuviano»: Giovanni Taranto vince il premio Elsa Morante

Il sipario del Teatro Diana di Napoli si prepara ad aprirsi su un’edizione storica del Premio Elsa Morante 2026, segnata da un’affluenza da record...

Domenico Caliendo, a Bari gli accertamenti sui due cuori del bimbo morto al Monaldi

Disposto un secondo interrogatorio per i due cardiochirurghi Martedì 28 aprile, a Bari, saranno eseguiti gli accertamenti medico-legali sui due cuori coinvolti nel trapianto eseguito...

Beni confiscati a Torre Annunziata, pubblicati 3 avvisi per manifestazioni d’interesse

Coinvolti un fondo agricolo e tre alloggi Un terreno agricolo, un immobile in via Oplonti e tre appartamenti in via Pastore: il Comune di Torre...