Cold case di camorra risolto dopo 22 anni: 3 arresti nel clan dei Casalesi

La vittima fu attirata in trappola e uccisa

La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli chiude il cerchio su un delitto di camorra rimasto irrisolto per anni. A segnare la svolta, questa mattina, è stata l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, raggiunte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta nell’ambito di un’indagine che riporta all’omicidio di Matteo Tesorello, consumato nell’aprile 2004 tra Frignano e Villa di Briano.

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I tre indagati sono ritenuti gravemente indiziati di delitti contro la persona e in materia di armi, aggravati dal metodo e dalla finalità di agevolazione mafiosa, perché ritenuti inseriti e operanti nell’ambito del clan dei Casalesi, fazione Bidognetti. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia.

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La ricostruzione del delitto

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Matteo Tesorello sarebbe stato attirato con l’inganno presso un impianto sportivo, dove sarebbe stato raggiunto da colpi di arma da fuoco e ucciso. Dopo il delitto, il corpo sarebbe stato dato alle fiamme e occultato all’interno dell’autovettura, rinvenuta solo alcuni giorni più tardi.

L’attività investigativa ha così consentito di ricomporre la dinamica dell’omicidio e di inserirla in un contesto criminale preciso, facendo emergere, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal G.I.P., il coinvolgimento di tre persone che avrebbero agito in concorso tra loro, con ruoli distinti ma all’interno di un medesimo disegno criminoso.

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Per gli inquirenti, si sarebbe trattato di una condotta premeditata, eseguita con modalità tipicamente mafiose e finalizzata a rafforzare e agevolare la fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. È questo il quadro contestato nell’ordinanza cautelare eseguita questa mattina nel Casertano. Nel medesimo contesto investigativo è stata inoltre accertata la disponibilità e l’utilizzo di un’arma da fuoco, detenuta e portata in luogo pubblico allo scopo di commettere l’omicidio.

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