Ripensare la didattica musicale a partire dalla voce. Due giorni di studio al San Pietro a Majella

Un percorso tra corpo e interpretazione

Più che proporre una serie di appuntamenti, «Vocalis» prova a costruire un metodo: il 15 e 16 aprile il Conservatorio San Pietro a Majella apre un confronto sulla voce come spazio condiviso tra discipline diverse. C’è un cambio di prospettiva, più che un evento. L’iniziativa «Vocalis – Giornate di studio sulla voce cantata» nasce con l’obiettivo di riorganizzare un ambito spesso frammentato come quello della formazione vocale, mettendo in relazione tecnica, interpretazione e benessere all’interno di un unico sistema coerente.

La direzione artistica del maestro Carlo Lomanto rappresenta il punto di sintesi di un progetto inserito nel programma PRO-BEN PRIMA del MUR e sviluppato nell’ambito delle attività di staichill.it. L’impostazione è chiara: superare la separazione tra discipline e restituire alla voce una centralità che sia allo stesso tempo formativa e terapeutica.

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Un approccio integrato alla formazione vocale

Il tratto distintivo di «Vocalis» non è soltanto il programma, ma il metodo. L’iniziativa costruisce connessioni tra ambiti che tradizionalmente procedono separati: la medicina foniatrica dialoga con il jazz, la ricerca scientifica entra nella didattica quotidiana, il teatro musicale diventa strumento di analisi oltre che di espressione.

«Vocalis rappresenta una delle espressioni più alte della nostra idea di Conservatorio: un luogo aperto, in cui formazione, ricerca e benessere della persona si incontrano», ha spiegato la presidente Carla Ciccarelli. «Mettere al centro la voce significa prendersi cura non solo dell’artista, ma della sua identità più profonda. Iniziative come questa dimostrano come la cultura possa essere anche uno strumento concreto di prevenzione e supporto al disagio».

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Una linea che il direttore Gaetano Panariello declina in chiave strategica: «Il Conservatorio San Pietro a Majella si conferma laboratorio di innovazione, capace di coniugare tradizione e ricerca. Vocalis è un progetto che guarda al futuro della didattica musicale, integrando competenze artistiche e scientifiche e offrendo agli studenti strumenti fondamentali per la tutela e lo sviluppo della propria vocalità».

Il programma tra scienza, musica e sperimentazione

Il calendario segue questa impostazione interdisciplinare. Il 15 aprile si apre con l’intervento di Ugo Cesari sui nuovi confini della terapia fonochirurgica, per poi passare al confronto tra linguaggi musicali con Maria Pia De Vito e al lavoro sul vocal training con Emanuele D’Onofrio.

Le sperimentazioni tecnologiche del workshop «Voci in loop» e l’approfondimento sulle tecniche vocali estreme condotto da Enrico Di Lorenzo ampliano ulteriormente il campo, fino all’approdo teatrale con Peppe Barra, in dialogo con Emma Innacoli.

Dal corpo alla scena: il percorso del 16 aprile

La seconda giornata amplia ulteriormente la prospettiva. Il percorso sensoriale guidato da Silvana Noschese e l’osteopatia applicata alla voce con Augusto Maria Benigni riportano l’attenzione sul rapporto tra corpo e vocalità. Il musical con Anna Marsicano e la coralità lirica con Ciro Visco introducono la dimensione collettiva, mentre il teatro musicale di Roberto De Simone, raccontato da Alessandro De Simone e Raffaello Converso, e il doppiaggio cantato con Silvia Aprile completano il quadro.

La chiusura è affidata a «Vocalis in Jazz»: la Big Band del Conservatorio, diretta da Marco Sannini, accompagna Roberta Gambarini in un concerto che rappresenta al tempo stesso sintesi e verifica del percorso. Più che un evento, una dichiarazione di metodo: la voce non è soltanto oggetto di studio, ma diventa chiave per ripensare la formazione musicale nel suo insieme.

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