«Sistema» Sorrento, l’ex sindaco Coppola avrebbe ammesso tangenti per 215mila euro

Nelle dichiarazioni anche il ruolo dei presunti intermediari

L’inchiesta sul cosiddetto «sistema Sorrento» si arricchisce di un elemento decisivo: le ammissioni rese dall’ex sindaco Massimo Coppola, che in un interrogatorio desecretato avrebbe riconosciuto di avere intascato 215mila euro in mazzette. A renderlo noto è il sito web de Il Fatto Quotidiano, che riferisce dei verbali risalenti allo scorso settembre. Le dichiarazioni dell’ex primo cittadino si inseriscono nella maxi inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e aggiungono un nuovo tassello a una vicenda giudiziaria già approdata a sviluppi rilevanti.

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Nel maggio 2025 Coppola era finito in carcere. Secondo la ricostruzione, era stato sorpreso in un ristorante insieme a un imprenditore e a un altro indagato, durante un incontro nel quale sarebbe stata corrisposta una tangente. In quella circostanza, la persona che era con l’ex sindaco venne immortalata nel bagno del locale dalle telecamere dei finanzieri mentre contava banconote.

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Le ammissioni contenute nei verbali hanno poi avuto un ulteriore effetto sull’indagine. Da quegli atti, infatti, è scaturita la predisposizione, da parte del gip di Torre Annunziata Maria Concetta Criscuolo, degli interrogatori preventivi per 15 indagati.

Agli inquirenti, e in particolare al sostituto procuratore Giuliano Schioppi, l’ex sindaco di Sorrento avrebbe anche riferito di avere ricevuto mazzette attraverso un altro indagato, Raffaele Guida, soprannominato «Lello il sensitivo», indicato come vero e proprio ufficiale di collegamento con gli imprenditori.

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La precisazione

Riceviamo e pubblichiamo dagli avvocati Valentina Cannavale e Mauro Colandrea la seguente precisazione: «In data 13.04.2026 è stato pubblicato sul Vs. quotidiano online “Il Sud 24” un articolo a firma di Chiara Langella dal titolo: “Sistema» Sorrento, l’ex sindaco Coppola avrebbe ammesso tangenti per 215mila euro” che, nella parte narrativa, riporta testualmente: “Nella ricostruzione compare anche lo staffista Francesco Di Maio, che avrebbe fornito il proprio contributo al cosiddetto «sistema Sorrento», gestendo invece in proprio la compravendita dei concorsi truccati”. Tale ultima asserzione, secondo cui Francesco Di Mario sarebbe coinvolto “nella compravendita dei concorsi truccati” risulta del tutto falsa, non essendovi alcun riscontro indiziario né probatorio da cui risulti che lo staffista risponda a titolo di indagato o imputato anche di tale condotta illecita, risultando inesistente agli atti di indagine desecretati, alcuna dichiarazione di tale contenuto resa dagli indagati coinvolti nel cd “Sistema Sorrento”. Trattasi, evidentemente, di errata trascrizione di una circostanza, la presunta “gestione in proprio della compravendita dei concorsi truccati”, che – dalla lettura degli atti processuali di riferimento – è riferibile ad altro soggetto, non a Francesco Di Maio che risulta imputato per la sola vicenda facente capo agli appalti Cooperativa Prisma, e non già ad altri filoni investigativi, men che mai quello afferente la compravendita dei concorsi pubblici».

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