A fine aprile due altoforni in piena funzione
Ex Ilva, il negoziato per la cessione di Acciaierie d’Italia si avvicina al passaggio cruciale. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time alla Camera, indicando una fase avanzata della trattativa e collegandola al ripristino della capacità produttiva e alla prospettiva di un rilancio green dell’impianto.
Urso ha spiegato che «la trattativa per la cessione di Acciaierie d’Italia è giunta in una fase decisiva», aggiungendo che il percorso ha superato «tanti ostacoli». Tra questi ha citato anche «iniziative piuttosto discutibili», indicando in particolare «il permanere sotto sequestro probatorio, dopo quasi un anno, di uno degli impianti che era stato riattivato». Nonostante questo, ha aggiunto il ministro, «siamo in dirittura d’arrivo». Urso ha poi richiamato «quella che è stata la gestione di Arcelor Mittal», che sarebbe stata «contabilizzata dai commissari per un danno arrecato all’azienda di quasi 7 miliardi di euro». Proprio per questo, ha concluso sul punto, «è stata attivata una causa risarcitoria».
Impianti in sicurezza e ritorno alla produzione
Sul piano industriale, il ministro ha ricordato che il governo ha lavorato «innanzitutto per mettere in sicurezza gli impianti», con «1 miliardo e 200 milioni di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti». Urso ha poi spiegato che si è intervenuti «per ripristinare una piena funzionalità» e che «a fine aprile avremo due altoforni nuovamente in piena funzione». Questo consentirebbe di arrivare a «4 milioni di tonnellate», come richiesto «dalle due aziende che hanno proposto di acquisire gli impianti».
Lo stesso concetto è stato ribadito dal ministro quando ha affermato che «a fine aprile avremo finalmente una nuova capacità produttiva sino a 4 milioni di tonnellate». Infine Urso ha indicato la prospettiva industriale dell’ex Ilva, sostenendo che «ci sono tutte le condizioni di fare dell’ex Ilva un grande impianto siderurgico green». Secondo il ministro, questo permetterebbe all’Italia di diventare «da qui a 4/5 anni l’unico Paese in Europa a produzione di acciaio interamente green».



