Famiglia del bosco, gli ispettori del Ministero al Tribunale dei minorenni dell’Aquila

Atti sotto esame dopo il provvedimento che ha separato madre e figli

Sono cominciate ieri mattina al Tribunale dei minorenni dell’Aquila le attività degli ispettori inviati dal ministero della Giustizia per fare luce sul caso della ‘Famiglia del bosco’. La delegazione, arrivata a bordo di un’auto scura e accolta da una folla di cronisti, ha dato avvio agli accertamenti chiesti dal Guardasigilli Carlo Nordio dopo l’ordinanza con cui, dieci giorni prima, i giudici avevano disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa Famiglia in cui sono ospitati i figli.

Alla Procura, nel frattempo, è arrivata la prima relazione dell’assistente sociale successiva all’allontanamento del 6 marzo. Il senso del documento, secondo quanto emerge, è netto: i bambini «stanno meglio». Nella stessa relazione verrebbero inoltre prospettate ulteriori restrizioni per la madre, già descritta in precedenza dai giudici come «ostile» e «squalificante» all’interno della casa Famiglia.

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A parlare, al termine della prima giornata di attività all’Aquila, è stata soltanto Monica Sarti, la magistrata a capo della delegazione ministeriale. «Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari secondo la delega del ministro nella massima collaborazione e serenità. In questo momento l’attività nostra è riservata». Un’indicazione che lascia aperta anche la possibilità che il lavoro disposto dal ministero prosegua nei prossimi giorni, con acquisizione di documenti ed eventuali colloqui con i magistrati coinvolti nella gestione del fascicolo.

Gli sviluppi tra Palmoli e la relazione dell’assistente sociale

Mentre all’Aquila si svolgevano le verifiche ministeriali, a quasi 200 chilometri di distanza, nella ‘casa nel bosco’ di Palmoli, Nathan e Catherine continuavano ad attendere un possibile cambio di scenario. Almeno sulla base dell’ultima relazione dell’assistente sociale, il padre verrebbe infatti indicato come mediatore e figura di riferimento, al quale eventualmente riaffidare i minori.

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Nelle stesse ore è arrivata anche la replica della professionista finita nel mirino dei legali. L’avvocato della sua assistita, Veruska D’Angelo, ha affidato a una lunga lettera inviata al Centro una precisazione articolata: la professionista, viene sostenuto, non avrebbe mai presentato denunce nei confronti degli avvocati, ma si sarebbe limitata a riferire nelle relazioni destinate al tribunale quanto accaduto nel rapporto con la ‘Famiglia del bosco’, compresi i momenti di forte tensione registrati il 6 marzo, nella serata poi culminata con l’allontanamento di mamma Catherine.

Il caso politico tra Senato, La Russa e Salvini

Intanto la vicenda continua a produrre polemiche anche sul versante politico. Resta infatti al centro del dibattito l’invito in Senato da parte di Ignazio La Russa, fissato per mercoledì 25 marzo, dopo il referendum. Il presidente del Senato ha espresso «solidarietà» e «vicinanza» alla Famiglia, arrivando ad accusare i giudici di aver «inventato il reato di speranza». «Contestano a una madre – sono le sue parole – il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé».

Si registra, invece, il rinvio del viaggio a Palmoli del vicepremier Matteo Salvini. La visita a Nathan e Catherine è stata posticipata alla settimana successiva, quando il voto referendario sarà ormai alle spalle. «Ritengo che questa sia una situazione di una violenza istituzionale senza precedenti», ha ribadito Salvini, contribuendo ad alimentare un confronto pubblico che, attorno alla ‘Famiglia del bosco’, continua a intrecciare atti giudiziari, relazioni sociali e prese di posizione istituzionali.

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