Torre Annunziata, colonnine per auto elettriche installate pochi mesi fa: il Comune ne ordina la rimozione

Stop ai punti di ricarica in via Vesuvio e piazza Nicotera

A Torre Annunziata torna al centro dell’attenzione il tema delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche, dopo l’ordinanza che dispone la rimozione degli impianti presenti in via Vesuvio e Piazza Nicotera. I lavori sono previsti fino al 13 marzo, con conseguenti modifiche temporanee alla viabilità per consentire l’intervento tecnico e il ripristino dello stato dei luoghi ordinanza n. 68-2026. Ma, come spesso accade quando si passa dalla progettazione alla realtà quotidiana, resta sempre un «ma».

Nel caso della colonnina installata in via Vesuvio, le difficoltà sono legate soprattutto alla sosta dei veicoli nell’area destinata alla ricarica. La posizione individuata nel tratto tra via Vesuvio e Corso Umberto I ha generato nel tempo problemi pratici di parcheggio e diverse lamentele da parte dei residenti, rendendo complicato l’utilizzo regolare della postazione.

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Diversa la situazione di Piazza Nicotera, dove l’orientamento dell’amministrazione sembrerebbe andare verso una pedonalizzazione permanente dell’area. Una scelta urbanistica che renderebbe incompatibile la presenza della colonnina di ricarica nello spazio attuale.

Carotenuto: «Una fase di riorganizzazione»

Sentito sull’argomento, l’assessore Daniele Carotenuto ha chiarito che «la rimozione non rappresenta affatto un abbandono del progetto legato alla mobilità elettrica. L’intervento che prevede tra il 10 e il 13 marzo la rimozione delle colonnine presenti in via Vesuvio e Piazza Nicotera con le necessarie modifiche temporanee alla viabilità, rientra piuttosto in una fase di riorganizzazione e ripensamento della loro collocazione sul territorio cittadino».

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L’assessore ha spiegato infatti che l’obiettivo dell’amministrazione resta quello di favorire una città sempre più attenta alla sostenibilità ambientale e alla mobilità elettrica. Le colonnine, volute e seguite proprio dall’assessorato guidato dall’avvocato Carotenuto, facevano parte di una strategia più ampia pensata per incentivare l’utilizzo di auto elettriche e contribuire alla riduzione di smog e inquinamento. «La rimozione ha precisato non significa che il progetto venga meno. Al contrario, stiamo lavorando per ricollocare le due colonnine in una zona più idonea, dove possano essere utilizzate con maggiore facilità dagli automobilisti e senza creare disagi alla viabilità o alla sosta dei residenti».

Carotenuto ha voluto anche ricordare come l’attenzione dell’amministrazione verso le politiche «green» non si limiti a questo intervento. Negli ultimi mesi, infatti, è stato attivato sul territorio comunale il servizio di bike sharing affidato a un operatore privato, un’iniziativa che punta a promuovere forme di mobilità alternativa e sostenibile. Non solo: dal Comune è arrivata anche la richiesta di incrementare il numero delle biciclette e delle stazioni disponibili, proprio per rendere il servizio sempre più capillare e accessibile ai cittadini.

Il riposizionamento

Per quanto riguarda invece le colonnine elettriche, l’amministrazione ha già chiesto a Enel lo spostamento degli impianti e, secondo le informazioni attualmente disponibili, quelle presenti sul territorio dovrebbero tornare operative entro il mese di giugno. Insomma, qualche aggiustamento lungo il percorso, ma la direzione resta la stessa: costruire una Torre Annunziata più sostenibile, dove la mobilità del futuro possa trovare spazi adeguati senza entrare in conflitto con le esigenze quotidiane della città.

Perché la transizione ecologica, spesso, passa anche da piccoli interventi come questi: ascoltare il territorio, correggere le scelte quando necessario e trovare soluzioni più funzionali per tutti. Resta dunque l’auspicio che l’iniziativa possa essere portata avanti così come progettata, senza inciampare nei consueti rallentamenti della burocrazia.

Anche perché, in questo caso, non dipende tutto esclusivamente dall’azione dell’amministrazione comunale: una parte decisiva del percorso è legata anche ai tempi tecnici e alle procedure di Enel, da cui dipende materialmente lo spostamento e la riattivazione degli impianti. E come spesso accade quando entrano in gioco più soggetti e passaggi amministrativi, il rischio è sempre quello della «burocratite acuta». La speranza, invece, è che questa volta il progetto riesca davvero a concretizzarsi nei tempi annunciati.

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