Manfredi: «Teatro Mediterraneo per continuare la stagione»
Il giorno dopo l’incendio che ha devastato il Teatro Sannazaro, Napoli – e non solo – è chiamata a fare i conti con la realtà e a rimboccarsi le maniche per restituire vita alla «bomboniera» di via Chiaia. Un dovere che non è soltanto economico, ma prima ancora morale e culturale. La città non può permettersi di perdere una testimonianza così preziosa della propria storia, e le istituzioni ne sono consapevoli. Nel pomeriggio è arrivato anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha garantito l’impegno pieno del governo guidato da Giorgia Meloni.
Al termine del sopralluogo al teatro distrutto e della riunione in Prefettura a Napoli, Giuli ha assicurato: «Vi assicuro il massimo sforzo del governo di Giorgia Meloni e del ministero, in particolare per questo lavoro di cooperazione e di intervento». Un impegno che, ha precisato, coinvolge tutte le articolazioni istituzionali: il Comune di Napoli, la Regione e il prefetto, «che sarà parte attiva di tutto questo processo, figura di assoluta garanzia, affinché tutte le procedure possano essere snelle, possano essere efficaci».
Una tragedia culturale che può diventare occasione
Il ministro ha invitato ad andare oltre l’emergenza: «Dobbiamo guardare alla prospettiva in questo momento – dice Giuli – è ovvio che siamo di fronte a una tragedia dal punto di vista culturale ma da questa tragedia può venire fuori una splendida forma di cooperazione tra istituzioni differenti per raggiungere un obiettivo che sia quello di creare una struttura ancora più forte e che dia una continuità e una solidità al Teatro Sannazaro».
È prematuro stabilire se la ricostruzione sarà una riproduzione fedele dell’edificio andato in fumo, ma l’idea del ministro è chiara: «Sarà bello come quello che c’è sempre stato dal suo atto di fondazione. Me lo immagino meraviglioso come dalla fine degli anni ’60, quando è stato rigenerato dalle forze vive di questa cultura napoletana, nazionale e italiana, me lo immagino nella forma di una struttura che comprenda tutti e quando dico tutti intendo dire proprietari, gestori, lo Stato nelle sue varie articolazioni».
Una visione che punta a un coinvolgimento ampio e trasversale. «Me lo immagino come il frutto di un grande sforzo corale e aggiungo che ho già riscontrato un grande amore, una grande partecipazione da parte di intellettuali, da parte di artisti, quelli che abbiamo chiamato prima nella riunione le forze vive della Repubblica culturale italiana – continua – affinché nulla vada disperso della memoria storica e tutto ciò che si può fare per recuperare materiali, per recuperare testimonianze, venga immediatamente messo a valore».
Risorse, tempi e continuità della stagione
Sul fronte finanziario, Giuli ha chiarito che ogni sostegno sarà utile: «Ogni sottoscrizione, ogni contributo naturalmente è bene accetto. Lo Stato è forte e sa che può sostenere nel modo migliore, dagli enti locali a Roma, tutta la procedura». Al momento non è possibile quantificare l’ammontare delle somme necessarie: «Adesso faremo una mappatura di tutte le necessità economiche, non sono cifre che si possano improvvisare, anche perché in genere le correggiamo al rialzo, su questo potete star certi».
Il concetto è stato ribadito con ulteriore nettezza: «Ogni sforzo da parte pubblica e privata è ben accetto ed è già in previsione. State certi – ha proseguito – che non sarà una questione economica». Quanto ai tempi e alle modalità della ricostruzione, l’indicazione è quella di accelerare il più possibile: «Stiamo lavorando affinché siano più rapidi possibile, e già essere qui tutti oggi, e aver fatto una riunione veloce in cui ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito subito che c’è un’urgenza e la volontà concorde di operare, è un messaggio di speranza costruttiva. Siamo volenterosi, abbiamo capito l’obiettivo e come raggiungerlo il prima possibile».
La continuità della programmazione del Teatro Sannazaro
Nel frattempo, per garantire continuità alla programmazione artistica, il Comune ha messo a disposizione il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli. A riferirlo è stato il sindaco Gaetano Manfredi, presente al vertice in Prefettura insieme al ministro. «Abbiamo messo a disposizione il Mediterraneo – ha detto – poi loro decideranno».
Manfredi ha inoltre sottolineato che «il ministero della Cultura ha garantito continuità nel supporto economico alla programmazione, le modalità con cui i gestori vorranno continuare, la decideranno loro, anche perché si sono perse scene, costumi, e dunque sceglieranno loro le varie opzioni».
Sui tempi della rinascita, il primo cittadino ha chiarito che il passaggio preliminare è di natura amministrativa: «Prima di pensare a rifare il teatro si deve trovare il percorso amministrativo che consenta questa cooperazione pubblico-privato. Una volta definito il percorso, e potrebbe volerci tempo, poi possiamo cominciare a pensare alla ricostruzione».




