Enzo Avitabile riceve il Premio Tenco alla carriera

Enzo Avitabile ha chiuso il Premio Tenco 2026 come si chiude una festa di famiglia: sax al collo, quattro brani e una dedica a Napoli. Sabato 24 ottobre, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, il musicista di Marianella ha ricevuto il Premio Tenco alla carriera nella serata finale della 49ª edizione della rassegna dedicata alla canzone d’autore.

A consegnargli il riconoscimento è stato Federico Vacalebre, responsabile della sezione Cultura e Spettacoli del Mattino, che ne ha raccontato il percorso per decenni. Una scelta che ha il sapore di un cerchio che si chiude.

Pubblicità

Un premio dedicato agli affetti

Poche ore prima della cerimonia, Avitabile ha incontrato i giornalisti e non ha nascosto l’emozione. Il cantautore ha definito il premio un riconoscimento importante di una vita dedicata alla musica e uno dei momenti più importanti della sua vita. Ha aggiunto di essere contento soprattutto perché è stata premiata l’attenzione sia ai testi sia alla ricerca musicale.

A 71 anni, è il suo primo premio alla carriera. Per spiegare cosa significhi, l’artista è tornato a molti anni fa, al Pulcinella d’Oro ricevuto a Marianella: la notte prima della premiazione non chiuse occhio (a quanto pare certe cose non cambiano, nemmeno dopo sessant’anni di palchi).

Pubblicità

Avitabile ha dedicato il premio alle figlie Connie e Angela, al Club Tenco, agli amici, a Vacalebre e, naturalmente, alla sua Napoli.

La parola, il suono, il gesto, la danza

Il concerto di Avitabile ha chiuso la serata finale, condotta da Silvia Boschero, ed era costruito su quattro elementi: la parola, il suono, il gesto e la danza. In scaletta Don Salvatò, Tutt’eguale song’e criature, Thalassa Cardia e Napoli Nord.

Come ha spiegato lo stesso Avitabile, quest’ultimo brano è un omaggio alle sue origini. Marianella, Miano e Piscinola sono quartieri della periferia nord di Napoli, spesso dimenticati dal racconto ufficiale della città ma decisivi per la sua musica. È lì che negli anni Settanta il rhythm and blues americano incontra la tradizione partenopea e nasce il cosiddetto Neapolitan Power, con figure come James Senese e Mario Musella. “Con la musica abbiamo piantato un fiore che poi è diventato qualcosa di molto più grande”, ha ricordato l’artista.

Enzo Avitabile: “Il mio percorso inquieto”

Definire Avitabile in una sola parola è un’impresa persa in partenza, e lui lo sa bene. “Ho sempre voluto toccare tutto”, ha raccontato all’Adnkronos, citando musica scritta, sinfonica, strumentale, canzone, folk e world music. Non a caso, ha ammesso di non essere mai riuscito a scegliere un solo brano che lo rappresenti.

Tutto comincia da ragazzo, davanti a un jukebox, con James Brown, Tina Turner e Randy Crawford. Poi arrivano il flauto al Conservatorio e il sassofono, imparato tra le prime band e la banda di Marianella. Negli anni Ottanta diventa uno dei protagonisti della nuova musica napoletana, tra funk, soul e jazz: suona con Pino Daniele ed Edoardo Bennato e arriva a collaborare con i suoi idoli d’infanzia, James Brown e Tina Turner.

Poi la svolta verso l’Africa e la world music, al fianco di artisti come Manu Dibango, Youssou N’Dour, Khaled e Idir, e il sodalizio con i Bottari di Portici, che usano come strumenti botti, tini e falci. “Credo di essere un recordman mondiale degli incontri”, ha detto di sé in un’intervista rilasciata a Segnali Sonori. Difficile dargli torto.

Dal cinema ai David di Donatello

Per Avitabile il Tenco non è una novità assoluta: nel 2012 aveva già vinto la Targa Tenco per il miglior album in dialetto con Black Tarantella. Lo stesso anno il regista premio Oscar Jonathan Demme gli ha dedicato il documentario Enzo Avitabile Music Life.

Nel 2017 sono arrivati anche due David di Donatello per Indivisibili di Edoardo De Angelis: miglior musicista e miglior canzone originale, con Abbi pietà di noi. Lo scorso maggio, infine, l’Università di Napoli “L’Orientale” gli ha conferito la laurea honoris causa.

Uno sguardo al presente e uno al futuro (in Africa)

Quando gli hanno chiesto dei suoi eredi, Avitabile ha preferito cambiare prospettiva: “Più che parlare di eredi, preferisco parlare di artisti che amo”. Ha fatto i nomi di La Niña, Nu Genea, Ntò, Roberto Colella, Tommaso Primo, Dario Sansone e Ciccio Merolla e, fuori da Napoli, di Sayf.

Non è mancato un pensiero all’attualità. L’artista ha espresso solidarietà alla protesta degli autotrasportatori degli ultimi giorni e ha chiesto allo Stato soluzioni rapide, precisando che il suo non voleva essere né un comizio né un giudizio.

E il futuro? Un concerto in Marocco e un nuovo album con musicisti africani, senza scadenze. “Le cose arrivano quando devono arrivare”, dichiara l’artista. Dopo sessant’anni di musica, difficile immaginare un manifesto migliore.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Magistrati pronti a battersi per gli arretrati. Molto meno per la certezza della pena

Il paradosso di una giustizia inflessibile a targhe alterne «Nella fattoria degli animali, tutti gli animali sono uguali, ma c’è sempre qualcuno che è più...

Scontri dopo Puteolana-Portici, dieci identificati: si cerca chi ha colpito il 34enne

I sindaci hanno espresso vicinanza alla famiglia del tifoso Una decina di persone identificate e un’indagine per accertare le responsabilità nel violento pestaggio di un...

Ultime notizie

Protesta dei Tir in Campania, rimossi i blocchi stradali. Ripartono i rifornimenti

Circa cento autotrasportatori denunciati dalla Questura di Caserta Si allenta la protesta degli autotrasportatori dopo l'approvazione delle nuove misure del governo contro il caro carburante....

La faccia tosta di Conte: prima invoca le primarie, poi non vuole sentirne parlare

 Il leader M5S si spazientisce davanti a una semplice domanda Prima le primarie, poi le regole, poi le condizioni. Infine, il contrordine: basta parlarne. Giuseppe...

Torre Annunziata, dal Vesuvio al mare: il Waterfront Oplontis può ridisegnare il futuro della città

La visione dell’architetto Palladino per ricucire scavi, centro e porto Restituire continuità tra il centro storico e il litorale, recuperando gli edifici inutilizzati e trasformando...