Sangiuliano porta al governatore un campione d’acqua
Un voto unanime per accelerare il risanamento del Sarno e trasformare risorse e programmi già disponibili in opere concrete. È l’impegno assunto, ieri, dal Consiglio regionale della Campania al termine della seduta dedicata al bacino. La seduta monotematica, richiesta dall’opposizione di centrodestra, si è chiusa con una risoluzione che mette insieme messa in sicurezza del fiume, risanamento ambientale, manutenzione del bacino idrografico, completamento del sistema fognario-depurativo, dragaggio complessivo e sistema integrato delle vasche di esondazione e laminazione. Il documento chiede soprattutto che gli strumenti e le risorse già disponibili si traducano in tempi certi, opere completate e risultati concretamente verificabili.
Il capo dell’opposizione: «20 anni d’immobilismo della sinistra»
A segnare politicamente la giornata è stato soprattutto Gennaro Sangiuliano. Il capo dell’opposizione, prima dei lavori d’Aula, si è recato sul Sarno insieme al consigliere Sebastiano Odierna e ha prelevato un campione d’acqua da consegnare al presidente Roberto Fico. «Questa mattina (ieri, ndr.) mi sono recato al fiume Sarno con il collega Sebastiano Odierna: abbiamo prelevato un campione di acqua che io darò in regalo al presidente Roberto Fico proprio per richiamare, con questo gesto, la gravissima emergenza ambientale».
L’ex ministro della Cultura ha poi spostato il confronto sul rapporto tra sviluppo produttivo e tutela del territorio. «Dobbiamo trovare un punto di equilibrio costante tra l’economia della zona, che è un’economia conserviera, con importanti esportazioni e un Pil prezioso per il nostro territorio, e l’esigenza di tutela dell’ambiente, che è un’esigenza di tutela prioritaria, perché impatta direttamente sulla salute dei cittadini».
Sangiuliano ha poi attaccato la gestione politica degli ultimi anni. «Noi poniamo la cura dell’ambiente e la tutela del territorio fra le priorità di questa regione, che purtroppo è governata da vent’anni dal cosiddetto campo Capalbio – o campo largo: dieci anni di Bassolino, dieci anni di De Luca, con la parentesi di Caldoro. Nonostante questo lungo periodo, nonostante i grandi stanziamenti che sono stati fatti per il fiume Sarno, noi siamo sempre punto e a capo».
Fico: «In quattro o cinque anni vogliamo riconsegnarlo pulito»
Dal presidente della Regione è arrivato invece l’impegno sui tempi del risanamento. «Vogliamo essere la giunta che in quattro o cinque anni avrà riconsegnato il fiume Sarno definitivamente pulito ai cittadini», ha detto Roberto Fico, definendo il corso d’acqua «senza dubbio una priorità di questa amministrazione e di questa giunta».
Il governatore ha assicurato che si procederà «nel modo più veloce possibile, basandoci sul lavoro importante fatto dalla giunta precedente» e ha ricordato che sono già stati messi in campo oltre 400 milioni di euro: «C’è un bando già chiuso, a cui le aziende hanno già partecipato, e si lavora con un accordo quadro per dare la massima accelerazione a questo lavoro».
Tra gli interventi previsti rientrano il sistema integrato di sorveglianza ambientale del bacino e l’attuazione delle vasche di esondazione e di laminazione, con il completamento delle opere, il ripristino della piena funzionalità e, dove necessario, il loro potenziamento lungo il Sarno e i suoi affluenti.
Fico ha annunciato anche una linea più dura. «Ci muoveremo su due aspetti: il progetto madre per il risanamento, che continuerà nei tempi più rapidi possibili, e l’inasprimento delle pene per chi si azzarda a sversare. Questo, nella nostra regione, è un danno criminale alla salute delle persone, all’ambiente e al vivere comune in un ambiente sano. Questo non lo permettiamo». Poi l’avvertimento: «Saremo inflessibili e implacabili, arriveremo a sospendere autorizzazioni e licenze. La salute è il primo diritto costituzionale che questa regione vuole affermare fino in fondo».
Nove scarichi ancora da chiudere
Sul fronte fognario-depurativo proseguirà, d’intesa con l’Ente Idrico Campano e con il gestore del servizio idrico integrato, il programma avviato nel 2020. Restano nove scarichi fognari da chiudere, localizzati principalmente nel territorio di Scafati.
Il vicepresidente della Giunta e assessore con delega al Mare Mario Casillo ha richiamato il lavoro compiuto negli ultimi anni, che ha consentito di ridurre la quantità di scarichi civili autorizzati. «I risultati ottenuti raccontano di un miglioramento della situazione, ma non siamo ancora ai livelli attesi. Vogliamo l’eccellenza e lavoreremo ancora sugli scarichi illegali».
«Abbiamo fatto sintesi del lavoro svolto perché è prevalso il buon senso e l’interesse della comunità regionale per raggiungere l’obiettivo della sicurezza del fiume Sarno attraverso una logica di sistema», ha sottolineato il presidente della commissione Ambiente Salvatore Flocco. «Non parliamo semplicemente di un corso di acqua, ma di un territorio che interseca tre province e che interessa 700mila abitanti. Noi parliamo di tutela dell’ambiente e dobbiamo rendere i cittadini partecipi di quello che sta accadendo», ha detto l’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro .
Il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, che si è detto «molto orgoglioso e soddisfatto» per l’approvazione della risoluzione condivisa. «Grazie alla forte sinergia tra Giunta e Consiglio e al lavoro di tutte le forze politiche e di tutti i consiglieri – ha aggiunto – la realizzazione del Grande Progetto Fiume Sarno sarà oggetto di un monitoraggio costante e di una forte sinergia con il territorio e con le amministrazioni locali».




