Fino a 27 milioni in più rispetto al 2025
La Regione Campania ha approvato quattro provvedimenti sulla sanità privata accreditata che porteranno fino a 27 milioni di euro in più rispetto al 2025. La Giunta guidata da Roberto Fico ha ridefinito i limiti di spesa per le case di cura e adeguato il sistema regionale alle nuove tariffe nazionali. Il budget per il 2026 è salito da 755 a 777 milioni di euro, circa 22 milioni in più nell’immediato, mentre a consuntivo l’incremento potrà raggiungere i 27 milioni annunciati da Palazzo Santa Lucia.
Le risorse aggiuntive, però, non hanno soddisfatto tutte le richieste avanzate dalle strutture accreditate. Le cliniche puntavano al riconoscimento del 100% delle nuove tariffe massime nazionali, mentre la Regione ha riconosciuto il 96% per la riabilitazione ospedaliera, il 95% per la lungodegenza e il 90% per unità spinale e neuroriabilitazione. Per riabilitazione e lungodegenza l’adeguamento vale circa 9 milioni nel 2026, ma 3,3 milioni sono immediatamente disponibili mentre per gli altri 5,7 milioni servirà un intervento normativo nazionale.
Fico: «La tenuta dei conti è a tutela di tutti»
Sui provvedimenti il presidente Roberto Fico ha rivendicato la linea scelta: «La Regione ha mantenuto aperto il dialogo e lo manterrà anche nel tempo a venire, assumendo poi le proprie determinazioni con responsabilità e autonomia. L’obiettivo è dare una sistemazione all’esercizio 2026 e, insieme, una prospettiva al 2027 e agli anni successivi, perché la programmazione sia effettivamente tale: dal prossimo anno i criteri di determinazione dei tetti saranno definiti all’inizio dell’esercizio».
Poi ha aggiunto: «Le risorse sono destinate nel perimetro fissato dalla legge statale sulla spesa per l’acquisto di prestazioni dai privati accreditati, che resta un vincolo pieno. La tenuta dei conti ha consentito alla Regione di uscire dal piano di rientro ed è la condizione per restarne fuori, a tutela di tutti, strutture comprese». Il livello di finanziamento stabilito per quest’anno, scrive Repubblica Napoli, costituirà anche la base della programmazione 2027, quando potranno essere introdotti ulteriori incrementi e nuovi criteri legati anche alla riduzione della mobilità sanitaria verso altre regioni.
Aiop ha ritirato il blocco, ma la vertenza resta aperta
L’aumento deciso dalla Regione non ha però chiuso la partita con le strutture private. L’Aiop ha revocato «per senso di responsabilità» il blocco dei ricoveri programmati proclamato nelle scorse settimane, ma nella comunicazione inviata a Palazzo Santa Lucia ha lasciato aperta la possibilità di un nuovo stop: «In caso di esaurimento del budget assegnato», le strutture saranno «costrette a non garantire ulteriori prestazioni».
I ricoveri programmati sono quindi ripartiti, ma resta il problema della durata effettiva delle risorse. Se i tetti di spesa dovessero essere raggiunti prima della fine dell’anno, la vertenza potrebbe riaprirsi e le strutture potrebbero tornare a fermare le prestazioni.




