Schifone: «L’indifferenza è terreno fertile per la violenza»
Il nome di Giovanbattista Cutolo continua a rappresentare una ferita e, insieme, un richiamo alla responsabilità collettiva. Tre anni dopo l’omicidio, Napoli lo ricorda con una cerimonia alla quale partecipano istituzioni locali e Governo. A segnare la commemorazione in piazza Municipio è soprattutto l’annuncio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che anticipa un accordo di collaborazione con l’associazione attraverso la quale Daniela Di Maggio porta avanti la battaglia nata dopo la morte del figlio.
«È sempre difficile il confronto con il dolore dei familiari, per noi l’attivismo della signora Di Maggio è stato un punto di riferimento e il suo impegno si è incarnato nella sua associazione con cui a breve faremo un accordo di collaborazione che istituzionalizzi questa attività affinché sia strumento operativo del ministero per la promozione della legalità e per la prevenzione di queste tragedie» afferma il ministro. Giovanbattista, giovane musicista di 24 anni, fu ucciso con tre colpi di pistola nella notte del 31 agosto 2023, proprio in piazza Municipio, mentre cercava di sedare una lite tra ragazzi.
La convergenza tra istituzioni e politica
Nel suo intervento, il titolare del Viminale insiste anche sulla convergenza tra istituzioni e forze politiche. «Il Governo ha sicuramente avuto il merito di avviare le iniziative, ma ha trovato terreno fertile. È bello vedere questa platea che mette insieme tutti i livelli di governo ed espressioni politiche diverse, ciò testimonia come, in un mondo sempre più diviso e divisivo, su un tema come questo siamo tutti uniti e non devono esserci distinguo».
La giornata, aggiunge Piantedosi, deve servire anche a interrogarsi su quanto precede episodi di violenza dalle conseguenze irreparabili. «Il significato di questa giornata è commemorare ciò che è successo e riflettere sui confini di queste tragedie, sulla sproporzione tra quello che c’è prima e sulle conseguenze». Da qui il richiamo alle iniziative adottate: «Abbiamo cercato di mettere in campo provvedimenti normativi come il decreto Caivano, sono stati fatti passi avanti e oggi c’è più margine di intervento pubblico rispetto a ciò che c’è dietro a queste tragedie, a partire dagli interventi sulla dispersione scolastica».
Schifone: «L’indifferenza è terreno fertile per la violenza»
Alla manifestazione è intervenuta anche la deputata di Fratelli d’Italia Marta Schifone. «La commemorazione di oggi per Giovanbattista “Giogiò” Cutolo è stata un momento profondamente toccante. Ma siamo qui soprattutto per la responsabilità: quella istituzionale di una città che non può più perdere i suoi figli migliori per il nulla, e quella di ciascuno di noi nel contrastare il cancro peggiore: l’indifferenza; che a quella violenza fa da terreno fertile. Perché chi si gira dall’altra parte non è solo distratto: è complice».
Schifone rivolge quindi un pensiero alla mamma: «A Daniela va la vicinanza di tutti noi. Il coraggio con cui ha trasformato il suo dolore in una battaglia per la legalità e per i ragazzi di Napoli è un esempio che ci riguarda tutti, al di là di ogni appartenenza politica. Ricordare Giogiò significa impegnarsi ogni giorno affinché nessun’altra famiglia debba vivere lo stesso dolore. È un impegno che come istituzioni dobbiamo alla città di Napoli, e che come comunità dobbiamo a noi stessi».
Manfredi: recupero dei giovani e rispetto delle leggi
Il sindaco Gaetano Manfredi richiama invece la necessità di continuare a lavorare sul recupero dei ragazzi: «Siamo qui per ricordare e per fare in modo che il sacrificio di Giogiò non sia stato vano dobbiamo continuare a percorrere la strada del recupero dei nostri ragazzi, del rispetto e dell’affermazione dei valori di democrazia e legalità».
«È la giornata del ricordo – prosegue – ma anche una giornata di testimonianza di come le istituzioni e la cittadinanza siano compatte con l’obiettivo di costruire un futuro migliore che garantisca opportunità e sicurezza a tutti, a partire dai nostri giovani». Per Manfredi, «Giogiò ha sacrificato la sua vita per difendere i valori di solidarietà» e la sua morte, oltre a rappresentare una ferita per la famiglia e gli affetti più cari, «è stata anche una grande sofferenza per Napoli».
Il sindaco sottolinea quindi che quella tragedia ha posto la città davanti «a questo problema così duro e forte della violenza giovanile che ognuno di noi deve combattere, imponendo il rispetto delle leggi ma anche attraverso il lavoro sociale e la formazione e le azioni per il recupero di tanti giovani che prendono una strada sbagliata».
Daniela Di Maggio: «Il mandante è questa società»
Le parole più nette arrivano dalla madre di Giovanbattista. «Il mandante della morte di mio figlio è questa società. Dobbiamo imparare a rispettare gli altri esseri umani, rispettarci l’uno l’altro e solo così non dimenticheremo il suo martirio». Daniela Di Maggio rivolge poi un appello a Manfredi affinché una piazza venga dedicata alla memoria del figlio. «Oggi chiedo al sindaco di cambiare le denominazioni delle strade. Abbiamo ancora strade e piazze intitolate a gente che ha applicato le leggi razziali. Partiamo anche da qui, se ci liberiamo di queste logiche, allora davvero la città può cambiare». Nel corso della cerimonia, la Fanfara dei carabinieri e i musicisti dell’Orchestra Scarlatti Young hanno eseguito alcuni brani in memoria del giovane musicista scomparso.




