Il legale dell’indagato: «Chiarite ulteriori dinamiche dell’accaduto»
Si è svolta questa mattina nel carcere di Salerno-Fuorni l’udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni, il cittadino tunisino di 26 anni accusato dell’omicidio di Luca Esposito, giornalista sportivo salernitano di 53 anni. L’interrogatorio davanti al gip è durato poco più di un’ora, al termine della quale il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Il gip ha confermato il quadro accusatorio, contestando a Rahmouni l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, oltre alla soppressione di cadavere. «Ha risposto alle domande e ha chiarito ulteriori dinamiche di quello che è accaduto», ha riferito l’avvocato Giovanni Mauri, difensore dell’indagato, all’uscita dall’istituto penitenziario.
Gli aspetti da approfondire
Il legale ha spiegato che dall’udienza non sarebbero emerse novità rispetto agli elementi già conosciuti, pur sottolineando la necessità di proseguire gli accertamenti. «Ci sono degli aspetti, già emersi durante l’interrogatorio a seguito del fermo, che devono essere sicuramente approfonditi».
Mauri ha richiamato anche la necessità di esaminare alcuni profili della vita delle persone coinvolte, precisando che ciò dovrà avvenire «non ai fini di un gossip becero», ma per ricostruire un episodio definito drammatico e complesso. Il difensore non è entrato nel merito del possibile movente e non ha risposto alle domande sull’eventuale coinvolgimento di altre persone.
Secondo l’avvocato ci «sono degli aspetti tecnici che riguardano effettivamente l’evento della morte della vittima e che potrebbero cambiare l’attuale capo di imputazione, che è un capo di imputazione momentaneo». Secondo l’accusa, Rahmouni, irregolare sul territorio nazionale e destinatario di un provvedimento di rimpatrio, avrebbe ucciso Luca nella notte tra il 18 e il 19 luglio in un terreno agricolo della località Cioffi, a Eboli, per poi incendiarne il corpo quando era ancora in vita. Il 26enne era stato fermato nella notte tra venerdì e sabato dai carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Salerno. I militari lo avevano rintracciato in un casolare abbandonato lungo la strada statale 18, poco distante dal luogo del delitto.




