Elia Nunziata ai domiciliari per ragioni di salute
Il Magistrato di Sorveglianza di Napoli ha concesso la detenzione domiciliare a Elia Nunziata, condannato all’ergastolo per l’omicidio del camionista Daniele Lamperti, ucciso ad Acerra nel 1991. Il provvedimento è arrivato al termine di un’articolata attività difensiva condotta dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Romano Del Savio, che avevano presentato la richiesta nell’interesse del detenuto. Il provvedimento è stato disposto in considerazione delle condizioni di salute del detenuto.
L’omicidio risale al 21 ottobre 1991. Lamperti, camionista di 28 anni originario di Olgiate Comasco, in provincia di Como, venne assassinato con due colpi di pistola durante una rapina. L’uomo stava trasportando un carico di nocciole quando fu assalito e ucciso.
Per quel delitto Nunziata fu condannato per la prima volta all’ergastolo nel 1996, al termine di una vicenda processuale destinata a protrarsi per molti anni. Come ricostruito da Giustizianews24, la sentenza venne confermata in Appello nel 2007 e divenne definitiva in Cassazione nel 2008, quando l’uomo fu arrestato.
Dopo circa tre anni di detenzione, la difesa presentò un’istanza di revisione del processo. La Cassazione dispose un nuovo esame davanti alla Corte d’Appello di Perugia, anche alla luce di un biglietto attribuito a un collaboratore di giustizia nel quale compariva la frase «Ho mentito». Il procedimento di revisione si concluse tuttavia con la conferma della condanna all’ergastolo.
Nel 2019 Nunziata si rese irreperibile. La latitanza terminò il 4 giugno 2020, quando i carabinieri lo rintracciarono in un’abitazione di Palma Campania. L’uomo non oppose resistenza durante l’arresto, mentre due persone furono denunciate con l’accusa di favoreggiamento. Nei suoi confronti risultava inoltre un provvedimento relativo a contestazioni di usura ed estorsione. A distanza di oltre trent’anni dall’omicidio e dopo la nuova cattura avvenuta nel 2020, il Magistrato di Sorveglianza di Napoli ha accolto la richiesta avanzata dai legali, disponendo per Nunziata la prosecuzione della detenzione in regime domiciliare per motivi di salute.




