Taglio delle accise, il governo prepara la proroga e lavora agli aiuti mirati

Allo studio un bonus tra i fringe benefit per i dipendenti

Una nuova proroga dello sconto sulle accise appare ormai lo scenario più probabile alla vigilia della scadenza dell’ultima estensione, fissata per domani a mezzanotte. Il taglio, pari a 17,1 centesimi sul gasolio, dovrebbe quindi continuare a fare da soluzione ponte mentre il governo lavora al decreto con le misure selettive contro il caro-energia, ancora legato alla ricerca delle coperture e agli esiti del confronto con l’Unione europea.

L’obiettivo è reperire le risorse entro fine mese e passare così dagli interventi generalizzati a sostegni più mirati, evitando ulteriori proroghe della riduzione delle accise. Una misura indistinta, infatti, finisce per avvantaggiare anche i ceti più abbienti.

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La richiesta di scostamento a Bruxelles

Domani dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri anche la lettera con cui il governo formalizza alla Commissione Ue la richiesta di scostamento del deficit per le spese destinate alla difesa e all’energia. Per la difesa si parla dello 0,9% del Pil, pari a 21,7 miliardi fino al 2028. Per l’energia il margine richiesto corrisponde invece allo 0,6% del Pil, cioè 14,4 miliardi, dei quali 7,2 potrebbero essere spesi in un solo anno. Complessivamente si arriva così a 36,1 miliardi entro il 2028.

Sul decreto contro il caro-energia, però, la quadra non è stata ancora trovata. Il passaggio decisivo resta quello delle coperture, anche perché l’utilizzo del margine di scostamento all’interno della flessibilità europea imporrebbe di costruire misure non legate ai combustibili fossili. Gli interventi non potrebbero quindi essere collegati direttamente al costo del carburante, mentre potrebbero riguardare, ad esempio, la bolletta elettrica.

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Bonus per dipendenti e partite Iva allo studio

Tra le ipotesi esaminate c’è un bonus contro i rincari da inserire tra le voci dei fringe benefit rimborsati dal datore di lavoro ai dipendenti. Sono in corso simulazioni per valutarne i costi e individuare la soglia di reddito per l’accesso.

Un lavoro analogo riguarda la possibilità di estendere il sostegno alle partite Iva maggiormente esposte alle fiammate dei prezzi. Anche in questo caso la sostenibilità finanziaria resta il punto centrale da sciogliere prima della definizione del provvedimento. Diventa quindi cruciale il negoziato con Bruxelles. L’Unione europea ha già concesso questa estate un via libera «politico» a Roma dopo la trattativa condotta dal governo, ma resta attenta alla configurazione concreta degli interventi, che dovranno essere indirizzati alla sicurezza e all’efficientamento energetico.

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