L’impegno di Luca Trapanese: «Una legge sull’autismo costruita con le famiglie»

A Sant’Angelo in Formis l’incontro «Una comunità che cresce»

Una legge regionale sull’autismo, scritta con le famiglie e con le associazioni, capace di restare nel tempo e di dare risposte stabili alle persone autistiche. È questo il messaggio di Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, durante l’incontro «Una comunità che cresce. Un impegno che continua», che si è tenuto il 24 giugno 2026, presso Don Peppe Green di Gaetano Cortese, in via Martiri di Nassiriya, a Sant’Angelo in Formis.

L’appuntamento ha segnato anche un passaggio importante per l’associazione Oltre il Muro, che porta nel territorio una storia fatta di famiglie, ascolto, diritti e presenza quotidiana. A dare avvio ai lavori è stata Alessandra Pellegrino, di Don Peppe Green, che ha coordinato un confronto intenso, aperto dalle testimonianze di chi vive ogni giorno il peso delle terapie, delle attese, delle paure e delle battaglie burocratiche.

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A dare un senso profondo al dibattito ci sono state le mamme. Le loro parole hanno dato il senso più profondo dell’iniziativa con racconti di vita. Paura per il futuro, fatica, solitudine, bisogno di risposte e desiderio di non lasciare nessuno indietro.

La presentazione dell’associazione Oltre il Muro, curata da Lucia Marino, Carmen Carrillo ed Elisa d’Agresti, ha portato dentro l’incontro una storia lunga, nata dall’esperienza diretta delle famiglie. Lucia Marino, madre di Salvatore, ragazzo autistico adulto, ha raccontato un percorso iniziato quando parlare di autismo era molto più difficile di oggi. Oltre il Muro nasce nel 2004 e oggi rilancia la propria presenza con il desiderio di coinvolgere nuove famiglie, nuove energie e soprattutto «mamme giovani e competenti», capaci di raccogliere un testimone prezioso.

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In questo percorso si inserisce anche Villaggio Green, il progetto nato attorno all’esperienza di Don Peppe Green e alla visione di Bruno Cortese. Un luogo pensato per dare una prospettiva alle persone fragili e alle loro famiglie, con percorsi legati all’autonomia, alla vita quotidiana, alla relazione con il territorio e al futuro. Un progetto che dialoga con il cammino di Oltre il Muro, perché prova a trasformare il bisogno di accoglienza in spazi, attività e possibilità di vita.

Dalle famiglie alla proposta di legge sull’autismo

Il tema che ha attraversato l’intera serata è che le famiglie non possono essere lasciate sole. Dietro ogni diagnosi c’è una vita che cambia, una madre e un padre che imparano a orientarsi tra visite, terapie, scuola, attese e costi, un caregiver che spesso rinuncia a parte della propria vita per garantire cura e presenza. Le mamme intervenute hanno ricordato che la disabilità non entra mai in una famiglia in modo leggero. Porta dolore, disorientamento, domande sul futuro. Ma porta anche una forza nuova.

È dentro questo clima che l’intervento di Luca Trapanese ha assunto un valore  speciale. Trapanese ha ricordato che, troppo spesso, sono state le famiglie a inventare luoghi, associazioni, fondazioni e risposte, perché le istituzioni arrivano tardi rispetto ai bisogni reali. Da qui la necessità di passare da interventi temporanei a un percorso legislativo stabile.

La proposta di legge

Il vicepresidente del Consiglio regionale ha richiamato la delibera che destina 50 milioni di euro in tre anni all’autismo, definendola un primo passo importante. Ma ha anche spiegato perché una delibera, da sola, non basta. Una delibera può essere cambiata, tagliata o cancellata. Una legge resta. Per questo Trapanese ha annunciato il lavoro su una proposta di legge regionale sull’autismo, da portare avanti con il confronto delle associazioni e delle famiglie.

Nella proposta, ha spiegato, dovranno entrare il riconoscimento dei caregiver, il progetto di vita personalizzato, la diagnosi precoce, la continuità delle terapie, i servizi di neuropsichiatria infantile, la salute mentale, i percorsi territoriali, la transizione dall’adolescenza all’età adulta, l’inserimento lavorativo, l’autonomia abitativa, la formazione degli operatori e un osservatorio regionale sull’autismo.

Trapanese ha parlato anche da padre e caregiver. Ha ricordato la fatica quotidiana di chi assiste un figlio per tutta la vita, il bisogno di un riconoscimento economico, il supporto psicologico e il tema del dopo-caregiver, spesso assente dal dibattito pubblico. Una domanda resta sospesa su tutto il ragionamento. Che cosa accade a chi ha dedicato la vita a un figlio, quando quel figlio non c’è più o quando il caregiver non riesce più a reggere?

Il vicepresidente ha insistito anche sulla diagnosi precoce, in particolare nella fascia 0-3 anni, e sulla necessità di avere subito le terapie dopo la diagnosi. Senza continuità, ha spiegato, si perde tempo prezioso. E quel tempo, per una famiglia, può significare molto.

Trapanese ha dedicato un passaggio anche al linguaggio dell’inclusione, invitando a cambiare prospettiva. Per il vicepresidente del Consiglio regionale, quando la parola inclusione viene legata soltanto alla disabilità rischia di far sembrare le persone con disabilità come soggetti esterni alla comunità. «L’inclusione non appartiene alla disabilità, appartiene a ognuno di noi», ha detto, sottolineando che il problema non è delle persone con disabilità, ma di una società che deve imparare ad accogliere le differenze e a costruire percorsi in cui nessuno resti ai margini.

Un confronto continuo

Accanto a Trapanese, sono intervenuti anche Raffaele Aveta, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, e Paolo Colombo, garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania. Aveta ha portato il tema dell’agricoltura sociale come spazio di lavoro, dignità e vita quotidiana per le persone fragili, con un richiamo alla necessità di strumenti regionali più vicini ai territori. Colombo ha richiamato il valore della rete e la distanza che spesso resta tra i diritti scritti e i diritti vissuti, con particolare attenzione alla disabilità adulta, troppo spesso dimenticata dopo la scuola.

L’incontro da Don Peppe Green ha avuto il merito di unire il livello istituzionale e quello familiare. Da una parte le proposte di legge, le risorse, gli ambiti territoriali, i servizi. Dall’altra le mamme, i figli, le giornate, le terapie, le paure e il desiderio di costruire un futuro meno incerto.

Oltre il Muro riparte da qui, da una comunità che vuole esserci.

A chiudere l’incontro è stato anche l’impegno assunto da Luca Trapanese di ritrovarsi ogni tre mesi per fare il punto sul percorso avviato, verificare lo stato delle proposte e tenere vivo il confronto con famiglie, associazioni e territorio. Un modo per evitare che le parole restino ferme al giorno dell’evento e per accompagnare, passo dopo passo, la costruzione della proposta di legge sull’autismo.

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