Movida a Napoli, Consulta della Notte tra tensioni e polemiche: De Iesu lascia la riunione

Sergio D’Angelo nominato coordinatore

Sarà il consigliere comunale Sergio D’Angelo il coordinatore della Consulta della Notte. Lo ha annunciato l’assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato in apertura del secondo incontro dell’organo consultivo, tenutosi questa mattina a Palazzo San Giacomo.

In apertura dei lavori, l’assessore alla Legalità e alla Polizia Municipale Antonio De Iesu ha spiegato ai componenti della Consulta — tra cui associazioni di categoria come Confcommercio e Aicast, rappresentanti dei gestori dei locali, il Forum dei Giovani, consiglieri comunali, la dirigente del Suap Antonietta Rubino e la stessa assessora Armato — come le ordinanze restrittive siano state provvedimenti temporanei, emergenziali e necessari per il contenimento del rumore antropico e delle problematiche legate alla movida.

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L’assessora Armato ha ribadito la volontà dell’amministrazione di ascoltare tutti gli attori coinvolti e adottare provvedimenti che rappresentino un giusto compromesso tra le diverse esigenze. Per questo motivo ha ritenuto opportuno nominare un coordinatore prima dell’avvio dei lavori. Il consigliere D’Angelo, prima di dare la parola ai partecipanti, ha avanzato alcune proposte, tra cui il progetto già avviato per elaborare incentivi destinati ai locali esistenti affinché possano aprire sedi anche in altre zone della città, in particolare al Centro Direzionale.

Dopo un confronto acceso tra esercenti, giovani e l’assessore De Iesu, il consigliere D’Angelo ha affermato che «questo organo consultivo serve a trasferire il confronto dall’aula di tribunale alla Consulta. Non ci salveremo con le ordinanze. Stiamo lavorando per raggiungere l’obiettivo di consentire l’asporto fino a mezzanotte e di posticipare alle tre del mattino l’orario di chiusura il venerdì e il sabato».

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Le richieste di esercenti e associazioni

Tra gli interventi delle associazioni di categoria è emersa la richiesta di attenersi alla normativa nazionale nella regolamentazione degli orari, di garantire maggiore sicurezza anche attraverso eventuali tassazioni supplementari o supporto da parte dei locali e di approvare un regolamento uniforme per l’intera città.

I giovani, attraverso il Forum dei Giovani, hanno ribadito la necessità di individuare strumenti alternativi alle ordinanze per regolamentare la movida. Hanno quindi sottolineato l’esigenza di istituire navette notturne che colleghino il centro storico alle aree della movida dove sono presenti le discoteche, di mantenere aperti anche nelle ore notturne centri giovanili nei quali trascorrere il proprio tempo libero e, oltre a garantire maggiore sicurezza, di programmare eventi culturali gratuiti rivolti ai giovani e diffusi contemporaneamente in diverse zone della città.

«È un modello che funziona», hanno evidenziato, richiamando episodi in cui il centro storico si è svuotato dopo una certa ora proprio grazie alla contemporanea organizzazione di eventi in altre aree. «Ci fu un giorno in cui si tennero contemporaneamente il Gay Pride sul Lungomare, un evento a sottoscrizione minima in uno dei locali del centro storico e un rave party senza alcolici in una chiesa. Funzionò. Perfino l’evento in chiesa registrò il tutto esaurito».

La tensione con De Iesu

Uno degli esercenti presenti, Fabrizio Caliendo del Kestè, ha evidenziato un problema legato all’applicazione dell’ordinanza. Secondo quanto riferito, viene considerata somministrazione da asporto perfino la situazione in cui un cliente acquista un drink al banco e lo trasporta autonomamente al tavolo presso il quale sta consumando.

L’osservazione ha provocato la reazione dell’assessore De Iesu, che ha scelto di alzarsi e lasciare la riunione, non senza polemiche. Ha sostenuto di aver ascoltato abbastanza, di non ritenere più utile la propria permanenza e di avvertire l’assenza di una rappresentanza dei residenti.

I residenti hanno scelto di non partecipare al confronto, non presentando domanda per prendere parte alla Consulta nonostante le sollecitazioni del Comune di Napoli. De Iesu ha proseguito sostenendo che le proposte avanzate dai giovani fossero inadeguate, che non esistano alternative alle ordinanze e che l’interesse dei giovani sia legato esclusivamente alla somministrazione di alcolici. Quindi ha lasciato la sala.

La delibera in Consiglio comunale

La riunione è proseguita affrontando anche il tema della delibera sulla movida inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale previsto per il 29 giugno. Il testo che sarà presentato è quello già abbozzato e diffuso nelle scorse settimane. Dalla Commissione Legalità, presieduta da Pasquale Esposito, dovrebbero però arrivare alcuni emendamenti sulla base delle audizioni svolte con gli attori coinvolti nel fenomeno della movida: esercenti, giovani e residenti.

Gli emendamenti non sono ancora stati resi pubblici e saranno discussi direttamente in aula insieme alla delibera. Il provvedimento sarà l’ultimo punto all’ordine del giorno della seduta del 29 giugno. Elementi che fanno pensare a una possibile ulteriore proroga dell’approvazione del testo.

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