Cocaina e hashish destinati anche a Belgio e Olanda
Dalle prime verifiche su un carico di cocaina arrivato dalla Spagna è emersa, secondo gli investigatori, una rete di approvvigionamento e distribuzione di droga attiva tra Campania, Belgio e Olanda. L’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord ha portato oggi all’esecuzione di una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di sei persone, gravemente indiziate di plurimi delitti in materia di stupefacenti.
Quattro indagati sono finiti in custodia cautelare in carcere, mentre per altri due sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri di Aversa e riguarda anche ingenti quantitativi di droga provenienti dalla Spagna.
L’operazione rappresenta lo sviluppo delle indagini condotte tra il 2024 e il 2025 dalla Procura di Napoli Nord. Un primo punto di svolta era arrivato il 21 gennaio 2025, quando era stata applicata un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dodici persone per fatti analoghi in materia di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa era partita dall’arresto in flagranza di reato di un soggetto che, nel febbraio 2024, aveva trasportato dalla Spagna in Italia circa 50 chili di cocaina. Da quel sequestro gli accertamenti si sono allargati, consentendo di ricostruire numerosi episodi di acquisto, trasporto, detenzione e cessione di grandi quantitativi di stupefacenti in diverse zone dell’Aversano e della provincia di Salerno.
Le verifiche, avviate subito dopo il sequestro del carico di cocaina, sono andate avanti per circa un anno. Gli investigatori si sono avvalsi anche della cooperazione giudiziaria con l’Agenzia europea Eurojust per l’esecuzione di diversi ordini di indagine europei.
Piazze italiane e mercati esteri
Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione avrebbe gestito approvvigionamenti di sostanze stupefacenti di diverso tipo, individuando committenti, fornitori, trasportatori e acquirenti coinvolti nelle varie fasi dell’azione criminale, dal carico alla distribuzione.
Gli indagati commerciavano in particolare cocaina e hashish provenienti dalla Spagna, attraverso accordi con persone dimoranti nel Paese iberico. Una volta arrivata in Italia, soprattutto con mezzi su gomma, la droga veniva sistemata in luoghi ritenuti sicuri prima di essere destinata alle piazze di spaccio della provincia di Napoli e della provincia di Salerno, oltre che ai mercati del Belgio e dell’Olanda.
L’indagine ha portato al sequestro, in Italia, di oltre 300 chili di droga pronta per essere immessa in commercio. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di ricostruire l’ulteriore commercializzazione di rilevanti quantitativi di stupefacenti, per un valore complessivo superiore a 10 milioni di euro.
Il ruolo della cooperazione internazionale
Gli approfondimenti hanno fatto emergere il coinvolgimento in plurimi episodi di cessione di stupefacenti di due soggetti già raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare del 21 gennaio 2025. Sono stati inoltre individuati altri quattro soggetti dimoranti in Spagna, nei confronti dei quali sussistono gravi indizi di colpevolezza per un trasporto di 12 chili di hashish dalla Spagna all’Italia, commissionato da soggetti campani tuttora sottoposti a custodia cautelare.
I risultati operativi, sottolinea una nota a firma del procuratore di Napoli Nord Domenico Airoma, sono stati raggiunti anche grazie al contributo degli organismi di coordinamento e cooperazione internazionale. In particolare, vengono citati la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia in Madrid, il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e la collaborazione internazionale della Policía Nacional spagnola.
Questi organismi hanno fornito supporto investigativo costante agli operatori di Polizia Giudiziaria e hanno cooperato nell’esecuzione delle misure cautelari a carico degli indagati dimoranti in Spagna.




