La Global Sumud Flotilla intercettata e fermata a Creta. Interviene la Farnesina

Israele: «Fermati circa 175 attivisti»

La traversata della Global Sumud Flotilla si è arrestata nelle acque vicino a Creta, dove alcune delle barche dirette verso Gaza sono state intercettate durante la notte da unità militari israeliane. La missione è finita al centro di ricostruzioni divergenti. La Global Sumud Flotilla parla di 15 imbarcazioni fermate in acque internazionali vicino alla costa greca e, in un comunicato, accusa: «Navi militari israeliane hanno illegalmente circondato la Flottiglia in acque internazionali e minacciato rapimenti e violenze».

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Di segno opposto la posizione israeliana. L’inviato presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha scritto su X che «un’altra flottiglia provocatoria è stata intercettata prima di raggiungere» la sua area, aggiungendo che i soldati israeliani hanno agito con «professionalità e determinazione nell’affrontare un gruppo di agitatori deliranti in cerca di attenzione».

La portavoce: «Surreale e vergognoso»

A Rainews24, la portavoce della Flotilla Sumud Global, Maria Elena Delia, ha fornito un bilancio diverso: «Sono state intercettate ben 22 delle 60 barche che erano in navigazione in acque internazionali, nemmeno arrivate all’altezza di Creta, quindi direi in Europa sostanzialmente. È stata un’operazione durata di fatto tutta la notte, è surreale e vergognoso che possa accadere una cosa di questo tipo, che 22 barche civili con a bordo aiuti umanitari possano essere di fatto sequestrate in questa maniera».

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Delia ha riferito anche il racconto degli attivisti: «Gli attivisti raccontano che prima sono arrivate due navi militari – continua Delia -, che si sono presentate come navi della Marina israeliana e hanno chiesto loro di fermarsi e di tornare indietro. Dopo aver chiesto a tutti di mettersi a prua e in ginocchio alcuni militari sono saliti a bordo con le armi d’assalto, come si vede anche da alcuni video, dopo di che da quelle barche non abbiamo avuto più comunicazioni».

La Farnesina chiede informazioni

La Farnesina ha fatto sapere che il Ministero degli Esteri ha ricevuto notizie su un avvicinamento di unità militari di Israele alle barche della Flottilla, salpate nei giorni scorsi verso Gaza. Il ministro Antonio Tajani ha chiesto all’Unità di Crisi, all’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e a quella ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche, per definire i contorni dell’operazione e tutelare i cittadini italiani imbarcati.

La portavoce ha confermato i contatti con Roma: «La Farnesina si è immediatamente attivata – conferma la portavoce – noi siamo in contatto costante e diretto con loro, chiaramente ci aspettiamo delle dichiarazioni non solo del nostro governo, ma anche dell’Unione europea, perché quello che è accaduto, ripeto, è sconcertante, stiamo parlando di interferenze molto molto gravi nei confronti di civili, a bordo di barche umanitarie e in acque internazionali. Che cos’altro dovrebbe accadere per cominciare a mettere in campo degli strumenti, come ad esempio delle sanzioni, nei confronti di un governo come quello israeliano che sta commettendo atti di questo tipo in una sostanziale impunità?».

Il bilancio indicato da Israele

Secondo il ministero degli Esteri israeliano, la Marina ha fermato circa 175 attivisti della flottiglia, impegnata in una protesta contro il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza. Le imbarcazioni intercettate durante la notte sarebbero 21 su 58, vicino all’isola greca di Creta e a centinaia di miglia nautiche da Israele. Le altre sono state avvertite di cambiare rotta, pena una nuova intercettazione.

Su X, il ministero ha diffuso un video con alcuni attivisti «che si divertono a bordo di imbarcazioni israeliane», scrivendo che «circa 175 attivisti provenienti da oltre 20 imbarcazioni della flottiglia dei preservativi stanno ora raggiungendo pacificamente Israele». In un altro filmato, secondo la stessa fonte, sarebbero stati mostrati «preservativi e droga» rinvenuti su una delle barche.

Il Ministero degli Esteri israeliano aveva inoltre dichiarato: «La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione del piano di pace del Presidente Trump alla sua seconda fase».

In un ulteriore post, il ministero ha scritto: «Circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 imbarcazioni della ‘flottiglia dei preservativi’, stanno ora raggiungendo pacificamente Israele. Nel video: gli attivisti si divertono a bordo delle navi israeliane».

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