Reati agroalimentari, via libera definitivo: stretta su frodi e agropirateria

Cerreto: salto di qualità culturale e giuridico

Con 154 voti favorevoli, 110 astenuti e 1 solo voto contrario, l’approvazione definitiva della riforma sui reati agroalimentari in Parlamento introduce un nuovo impianto normativo destinato a rafforzare in modo significativo la tutela del Made in Italy. Il provvedimento, promosso dal Governo guidato da Giorgia Meloni e sostenuto dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, interviene su un settore sempre più esposto alla pressione delle agromafie e delle frodi organizzate.

Secondo le stime richiamate durante il dibattito parlamentare, il fenomeno dell’agropirateria e delle infiltrazioni criminali nel comparto agroalimentare muove oggi oltre 16 miliardi di euro, sfruttando tecnologie avanzate, canali digitali e reti globali. Un contesto profondamente cambiato rispetto al passato, a cui – è stato sottolineato – non corrispondeva più un adeguato sistema sanzionatorio.

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La riforma nasce infatti per superare le criticità dell’attuale quadro normativo, in cui fattispecie come la frode in commercio risultavano spesso insufficienti rispetto ai profitti illeciti, generando un evidente squilibrio tra rischio penale e vantaggio economico.

Nuove fattispecie di reato

Il testo introduce nuove fattispecie di reato, tra cui la frode alimentare e il commercio di alimenti con segni mendaci, e rafforza la tutela contro le pratiche di contraffazione e italian sounding. Viene inoltre valorizzata in modo esplicito la tutela del patrimonio agroalimentare all’interno del codice penale, con un inasprimento delle pene e l’estensione degli strumenti investigativi.

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Elemento centrale della riforma è anche il riconoscimento dell’agroalimentare come asset strategico nazionale. «Chi colpisce l’agroalimentare italiano colpisce l’interesse nazionale», è il principio politico che ha accompagnato l’intervento.

Nel corso della dichiarazione di voto, il deputato Marco Cerreto ha sottolineato come il provvedimento rappresenti «un salto di qualità culturale e giuridico», capace di coniugare efficacia repressiva e modernità degli strumenti. In un successivo comunicato, lo stesso Cerreto ha evidenziato che la riforma «colma una lacuna normativa che per troppo tempo ha consentito alle organizzazioni criminali di operare con margini di rischio limitati rispetto ai profitti».

Cabina di regia per i controlli

Accanto al rafforzamento penale, la legge istituisce formalmente la Cabina di regia per i controlli nel settore agroalimentare presso il MASAF, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento tra le autorità – dalle forze dell’ordine agli organismi ispettivi – e rendere più efficaci le attività di vigilanza sul territorio.

Le nuove norme puntano a garantire una duplice tutela: da un lato, proteggere le imprese che investono nella qualità e nella tracciabilità; dall’altro, rafforzare la fiducia dei consumatori, assicurando maggiore trasparenza e sicurezza nell’acquisto dei prodotti. Per il Governo si tratta di un intervento «storico», destinato a incidere in profondità su uno dei settori simbolo dell’economia italiana, dotandolo di strumenti di tutela finalmente adeguati al suo valore e alla sua proiezione internazionale.

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