Harmont & Blaine Caivano, accordo trovato: stop ai licenziamenti per 32 lavoratori

Il prefetto Di Bari: «Ora evitare che la crisi si riapra tra 12 mesi»

La fase più dura della crisi Harmont & Blaine a Caivano si chiude con un’intesa che viene letta da istituzioni e sindacati come un primo risultato, ma non ancora come la fine definitiva della vertenza. L’accordo, siglato in Regione Campania e illustrato nel corso di un incontro con i giornalisti dal prefetto di Napoli Michele di Bari, consente di evitare il licenziamento per 32 lavoratori dello stabilimento, su un totale di 129 addetti. Al centro dell’intesa ci sono cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, incentivo all’esodo e possibilità di ricollocazione esterna.

Il confronto sbloccato

«Ce l’abbiamo messa tutta fin dall’inizio – ha affermato il prefetto – quando eravamo in una situazione disperata e disperante, con proteste fuori dalla Prefettura, con irrigidimenti notevoli. Durante i primi incontri tra azienda e sindacati non c’era possibilità di dialogo, le posizioni erano rigide. Il sindacato ha saputo creare condizioni di dialogo, come anche l’impresa, attraverso lo snodo che abbiamo trovato presso il Ministero del Lavoro. Ho chiesto ed ottenuto nel giro di 24 ore una riunione con il sottosegretario Durigon, c’è stato un senso istituzionale di responsabilità da parte di tutti, fino al dicastero del made in Italy, per creare le condizioni di un accordo».

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«Io credo – ha concluso il prefetto – che da questo momento in poi e per i prossimi 12 mesi dobbiamo lavorare perché questa crisi, che è rientrata, non solo non si riapra fra 12 mesi, ma per creare ulteriori condizioni perché possa totalmente rientrare».

I sindacati: «Siamo riusciti a far rientrare tutti i licenziamenti»

«Attraverso la mobilitazione siamo riusciti a far rientrare tutti i licenziamenti e ad aprire una fase di ammortizzatori sociali, che tenterà di rilanciare il lavoro e a favorire gli investimenti in un territorio, quello di Caivano, che seppur segnato da crisi e tensioni sociali, resta uno dei luoghi dove si concentrano alcuni dei più importanti e storici siti industriali della provincia di Napoli». Così Raffaele Paudice ed Andrea Pastore, componenti di segreteria di Cgil e Filctem Napoli e Campania, a margine dell’incontro di oggi in Prefettura.

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«Questo – sottolineano – è solo un primo passo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di un’azienda che grazie a loro è diventata un’eccellenza del nostro territorio e che non permetteremo che sia smantellata e portata altrove. Monitoreremo questa fase – promettono – al fine di utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per uscire definitivamente dell’attuale stato di crisi».

Le incognite del piano di risanamento

«L’incontro porta la fine della rigidità che l’azienda aveva mostrato dall’inizio dell’avvio di procedura di licenziamento collettivo – dichiara sua volta Anna Parini, della Femca Cisl Campania – Diciamo che siamo contenti a metà, incrociamo le dita per far sì che con questo piano di risanamento, che l’azienda ha presentato, si possano ricollocare i lavoratori».

Federproprietà Napoli

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