Bimbo ricoverato al Monaldi, l’avvocato: «La mamma rassegnata, ora responsabilità»

Il legale: «Una nota di cinque righe dopo 57 giorni non è sufficiente»

Il tempo della speranza lascia spazio a quello delle verifiche: dopo il parere negativo sul secondo trapianto, la famiglia chiede di vedere tutte le carte. «Ora la mamma sta chiedendo le cartelle cliniche per studiarle e farle vedere al consulente di parte. Se è finito il momento della speranza, inizia quello della responsabilità». A dirlo è l’avvocato Francesco Petrucci, legale della famiglia del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi, per il quale l’équipe di esperti si è espressa negativamente sulla possibilità di un nuovo trapianto di cuore.

Il professionista, parlando con i giornalisti all’esterno della struttura sanitaria napoletana, chiarisce lo stato d’animo della madre. «La mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà – aggiunge il legale – vede che il figlio è ancora in vita, non ha chiuso ancora gli occhi, ma i migliori specialisti le hanno detto che non può ricevere un nuovo trapianto, quindi è anche rassegnata. Non abbiamo motivo di contraddirli, ma dobbiamo vedere un attimo la documentazione».

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Secondo quanto riferito dall’avvocato, alla donna «non è stata prospettata alcuna alternativa». Da qui anche una critica nei confronti dell’ospedale partenopeo: «Una nota di cinque righe dopo 57 giorni non è sufficiente – attacca – dobbiamo leggere la documentazione». Petrucci riferisce inoltre che la madre ha incontrato il presidente della Regione, Roberto Fico, giunto al Monaldi per manifestare personalmente la propria vicinanza alla famiglia. «Le ha chiesto scusa – racconta l’avvocato – anche se non è colpa sua e le ha detto che sarà fatta giustizia».

Schillaci: «Vicini alla famiglia»

Sulla decisione del comitato di esperti è intervenuto anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, con una dichiarazione ufficiale: «Il parere negativo a un nuovo intervento espresso dal comitato di esperti riunito all’ospedale Monaldi scrive un epilogo diverso da quello che tutti noi fino alla fine abbiamo sperato, ma occorre attenersi alle indicazioni della scienza. Insieme al Centro Nazionale Trapianti abbiamo lavorato con impegno e serietà per assicurare nuove opportunità al bambino».

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«Attendiamo di conoscere gli esiti delle indagini delle procure e delle ispezioni ministeriali su quanto accaduto perché è doveroso fare chiarezza. In questo momento di grande difficoltà tutta la mia vicinanza va alla mamma Patrizia, al papà e alla famiglia del piccolo ricoverato a Napoli», ha concluso il ministro.

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