Nuovo provvedimento per il capitolo immigrazione in arrivo
Una linea che non si limita alle norme: il governo affianca al decreto sicurezza un intervento sugli organici e sulla presenza sul territorio. L’asse è duplice: procedure più veloci per assumere migliaia di agenti e un progetto, guidato da Crosetto, per rafforzare il presidio su strada con circa 12mila carabinieri ausiliari.
Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il decreto sicurezza entra nella fase conclusiva dell’iter istituzionale: è atteso al Colle e diventerà pienamente operativo soltanto dopo la firma del presidente Sergio Mattarella, con successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Sul provvedimento, nei giorni scorsi, dal Quirinale sono arrivate sollecitazioni su alcune modifiche e, in questa cornice, il testo non è ancora stato trasmesso da Palazzo Chigi.
È possibile che gli uffici tecnici dei ministeri interessati, Interno e Giustizia su tutti, stiano effettuando le ultimissime limature. Per questo l’esame potrebbe collocarsi a lunedì o, comunque, al rientro del capo dello Stato, che ieri sera era a Milano per la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi.
Cosa prevede il decreto sicurezza e quali interventi restano nel ddl
Il pacchetto sicurezza licenziato giovedì dall’Esecutivo riunisce un insieme articolato di disposizioni. Tra i punti indicati ci sono il fermo preventivo, pensato per tenere lontano dalle piazze i presunti violenti, e la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per reati con ‘causa di giustificazione’. Il testo include anche misure su baby gang e coltelli tra i giovani, oltre alle zone rosse permanenti.
Negli ultimi giorni il provvedimento si è arricchito con norme che erano inizialmente contenute nella bozza del disegno di legge sulla sicurezza (anch’esso approvato giovedì) e poi trasferite nel decreto alla luce dei disordini di sabato scorso a Torino e della morte dello studente accoltellato in una scuola a La Spezia.
Nel disegno di legge, invece, sono rimaste altre misure: lo sgombero immediato anche per le seconde case occupate e misure per il potenziamento operativo delle forze di polizia. In questo quadro, la premier Giorgia Meloni ha sottolineato che nel decreto ci sono «diverse norme per velocizzare l’assunzione di migliaia di nuovi agenti» e che il ministro Crosetto sta lavorando «per rafforzare il presidio su strada con circa 12mila carabinieri ausiliari».
Si tratta del progetto già annunciato dal ministro della Difesa di ripristinare la figura scomparsa con la fine della leva obbligatoria nel 2005, per sostituire progressivamente il contingente di circa 6.800 militari impegnati nell’operazione Strade Sicure.
Immigrazione: Patto Ue, interdizione e “sistema Albania”
Intanto il governo è già al lavoro su un terzo provvedimento, che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri la settimana prossima e riguarderà esclusivamente il capitolo immigrazione. Un ddl, ha spiegato Piantedosi, per dare attuazione al Patto europeo Migrazione e Asilo che entrerà in vigore a giugno e al cui interno confluiranno una serie di norme stralciate dal disegno di legge sulla sicurezza, tra cui il cosiddetto blocco navale e il ‘sistema Albania’, con la possibilità «laddove esistono accordi con Paesi terzi sicuri di trasferire persone in luoghi diversi per effettuare le procedure d’asilo».
Tra le misure, la possibilità di un’interdizione non superiore a 30 giorni, prorogabile di altri trenta fino a un massimo di sei mesi, dell’attraversamento del limite delle acque territoriali, «nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale intesa come rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi», ma anche di «pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini». In questi casi i migranti possono essere «condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi».
A valutare l’interdizione sarà il Consiglio dei ministri e, ha detto ancora Piantedosi, «dovrà essere certificata la condizione di particolare pressione migratoria e incidenza sulla sicurezza nazionale per una serie di fattori». Non è chiaro se entrerà nel nuovo provvedimento anche la norma, che era contenuta nelle bozze del ddl sicurezza, che prevede «la consegna allo Stato di appartenenza di persona pericolosa per la sicurezza nazionale o per la compromissione delle relazioni internazionali».




