Caparezza, il visionario che trasforma ogni album in un universo narrativo

Evoluzione di un artista che alza sempre di più l’asticella

Prima che il nome Caparezza diventasse sinonimo di satira tagliente e immaginario visionario, Michele Salvemini attraversa una fase creativa sorprendentemente diversa. A metà anni ’90 sceglie lo pseudonimo «Mikimix» e si affaccia alla scena pop con brani essenziali e melodici, lontani anni luce dal rap corrosivo che lo renderà celebre. In quegli anni partecipa a «Castrocaro», conduce con Paola Maugeri il programma «Segnali di fumo» su Videomusic e tenta più volte la strada di «Sanremo Giovani», fino ad approdare alle Nuove Proposte del 1997.

Pur non trovando un vero pubblico in Italia, ottiene un inatteso riscontro all’estero: «E la notte se ne va» entra nelle classifiche francesi per dodici settimane e raggiunge anche la Svezia. Dopo due album e un ultimo singolo, «Vorrei che questo fosse il paradiso», Salvemini chiude definitivamente il capitolo Mikimix, pronto a reinventarsi da zero e a dare vita alla sua identità più autentica.

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Il garage di Molfetta come laboratorio di un nuovo linguaggio

Rientrato a Molfetta dopo la parentesi Mikimix, Michele Salvemini ricostruisce la propria identità musicale lavorando nel garage di casa. Nasce così «Caparezza», nome ispirato alla sua inconfondibile chioma riccia. Tra il 1998 e il 1999 realizza i demo «Ricomincio da Capa e Zappa» e le basi del progetto collettivo «Con Caparezza… nella monnezza», primo segnale della sua nuova direzione artistica. Nel 2000 pubblica «?!», album d’esordio che raccoglie dodici brani provenienti dai demo e introduce un linguaggio più satirico e personale. I singoli «Tutto ciò che c’è», «La fitta sassaiola dell’ingiuria», «Chi c*zzo me lo fa fare» e «La gente originale» iniziano a far emergere il suo stile.

La vera affermazione arriva nel 2003 con «Verità supposte», trainato da brani come «Il secondo secondo me», «Vengo dalla Luna» e «Jodellavitanonhocapitouncazzo». «Fuori dal tunnel», nato come critica al divertimento omologato, diventa un tormentone nonostante l’opposizione dell’artista, che denuncia il fraintendimento del testo e autorizza l’uso del brano solo a «Zelig Circus». Nel 2005 partecipa al tributo «Seguendo Virgilio – dentro e fuori il Quartetto Cetra» reinterpretando «Sciabola al fianco pistola alla mano» e, parallelamente, dà vita al progetto «SunnyColaConnection» con ’u Fabie e ’u Bepp, pubblicando gratuitamente «Alla molfettesa manera», un omaggio ironico alla tradizione locale.

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Habemus Capa: l’identità finalmente compiuta

Con «Habemus Capa» (2006), Caparezza entra in una fase di piena definizione artistica. Il disco, trainato da «La mia parte intollerante», «Torna Catalessi» e «Dalla parte del toro», segna un punto di non ritorno: Salvemini mette ordine nel proprio percorso e affronta apertamente il passato, trasformando l’era Mikimix in un capitolo da guardare con ironia più che con imbarazzo. Nei testi affiora una consapevolezza nuova, che lo porta a dichiarare senza mezzi termini la distanza dalle logiche commerciali degli esordi.

Nello stesso periodo partecipa al progetto «Unusual», dedicato a Giuni Russo, offrendo una versione personale di «Una vipera sarò». Il 2007 è un anno di intensa attività: si esibisce alle Universiadi di Torino e moltiplica le collaborazioni, spaziando da Mondo Marcio a Roy Paci & Aretuska, fino a Radiodervish e Macaco, confermando la sua attitudine a muoversi tra mondi diversi senza perdere coerenza. Nel 2008 arriva un nuovo tassello: la partecipazione al progetto «Bruno Lauzi & Il Club Tenco», dove interpreta «Al pranzo di gala di Babbo Natale». È un triennio che consolida Caparezza come figura autonoma, riconoscibile e ormai distante anni luce dall’immagine con cui aveva iniziato.

Dal «fonoromanzo» al Sogno Eretico

Nel 2008 Caparezza pubblica «Le dimensioni del mio caos», un «fonoromanzo» legato al libro «Saghe mentali», che funge da colonna sonora a uno dei racconti e dà il via a un tour nazionale. Il disco è anticipato da «Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)», presentato al V2-Day di Torino, e seguito dai singoli «Vieni a ballare in Puglia», «Abiura di me», «Io diventerò qualcuno» e «Cacca nello spazio». Tra il 2008 e il 2009 l’artista partecipa alla Notte della Taranta, a un concerto per Emergency e torna sul palco del Primo Maggio. Dopo il terremoto dell’Aquila aderisce al progetto benefico «Domani 21/04.2009» e contribuisce anche al collettivo Rezophonic con «Nell’acqua». Nel 2010 collabora con Pino Scotto al brano «Gli arbitri ti picchiano».

Nel 2011 appare nel film «Che bella giornata» e pubblica la serie web «The Boias», preludio al quinto album «Il sogno eretico», anticipato dal singolo «Goodbye Malinconia», realizzato con Tony Hadley. Nello stesso anno Caparezza torna al Primo Maggio con quattro brani tratti da «Il sogno eretico» e presenta su Deejay TV il reportage «Chi se ne frega della musica». In autunno partecipa a «Hit Week» negli Stati Uniti e collabora al singolo «L’appapparenza» degli U’ Papun. Sempre nel 2011 il suo album ottiene il disco di platino, l’artista appare nel programma di Fiorello e firma nuove collaborazioni con Madrac, 99 Posse e Il Teatro degli Orrori. Chiude l’anno con il concerto di Capodanno a Firenze.

Verso Museica: tra apparizioni, collaborazioni e un nuovo slancio creativo

Nel 2012 Caparezza compare in un episodio della webserie «Lost in Google» e affianca Diego Perrone nel brano «Santo Stefano». Torna poi al Concerto del Primo Maggio con una scaletta interamente costruita attorno al suo percorso più recente. Nello stesso anno pubblica il live «Esecuzione pubblica», registrato a Firenze, e firma una serie di collaborazioni che spaziano dai Two Fingerz («Capra») a Big Fish («Solo col mic»), fino al brano «Alita gli ani» per il film «Viva l’Italia».

Il 2013 prosegue con nuovi featuring: «Mega party» con Combass, «Superebete» con Herman Medrano & the Groovy Monkeys e «Morti Pythons» con Stylophonic, confermando una fase di grande apertura verso progetti esterni. All’inizio del 2014 Caparezza annuncia sui social l’avvio dei lavori sul suo sesto album, realizzato con il supporto tecnico di Chris Lord-Alge e Gavin Lurssen. A marzo pubblica i video di «Cover» e «Non me lo posso permettere», che anticipano «Museica», uscito il 22 aprile. Il disco debutta direttamente al primo posto in classifica, conquista il disco d’oro in poche settimane e presenta una copertina firmata da Domenico dell’Osso.

Da Museica a Prisoner 709: la trasformazione più profonda di Caparezza

Tra il 2014 e il 2016 Caparezza attraversa una fase di forte esposizione e continua sperimentazione. Dopo l’uscita di «Museica», si esibisce al Primo Maggio di Taranto e pubblica una serie di singoli che ampliano la portata del progetto, da «È tardi» con Michael Franti a «China Town», fino ad «Avrai ragione tu (ritratto)» e «Mica van Gogh». Il tour ottiene il «Riccio d’Argento» come miglior live d’autore e si estende anche oltre i confini italiani, toccando città europee e statunitensi. La promozione del disco prosegue con nuovi videoclip, tra cui «Argenti vive» e «Compro horror», primo esperimento a 360°. Parallelamente, l’artista firma collaborazioni con diversi musicisti, tra cui Daniele Silvestri per «La guerra del sale».

Nel 2017 annuncia «Prisoner 709», un lavoro che segna una svolta più introspettiva. Pubblicato a settembre e anticipato dal brano omonimo, il disco coinvolge DMC, Max Gazzè e John De Leo e affronta il tema della «prigione mentale», influenzato anche dall’acufene che colpisce l’artista nel 2015. Le atmosfere si spostano verso un rap rock più diretto e personale.

Seguono i singoli «Ti fa stare bene», «Una chiave», «Larsen» e «Confusianesimo», accompagnati da un tour molto partecipato e dal live «Prisoner 709 Live». La fase si chiude nel 2018 con il video di «Prosopagnosia». Nel 2019 Caparezza continua a muoversi tra generi e collaborazioni: partecipa a «Wordsworth» di Murubutu, a «Babylon» di Clementino e al brano «Play & Rewind» dei Linea 77, confermando una presenza costante e trasversale nella scena musicale italiana.

Dalla rinascita di Exuvia al viaggio conclusivo di Orbit Orbit

Nel 2021 Caparezza riemerge con «Exuvia», un lavoro concettuale che segna l’uscita definitiva da una lunga fase di blocco creativo. Il disco, introdotto dai singoli «Exuvia» e «La scelta», mette in scena un percorso di liberazione personale e include «Campione dei novanta», brano in cui l’artista affronta per la prima volta il proprio passato da Mikimix.

Seguono «El sendero» e «Come Pripyat», che completano il quadro sonoro del progetto. Il tour, rinviato per la pandemia, prende forma nel 2022 con venti date tra primavera ed estate. In parallelo Caparezza firma nuove collaborazioni, tra cui «Smackdown» di DJ Fastcut e «L’angelo degli altri e di se stesso» nell’album di Tiziano Ferro.

Nel 2024, nel giorno del suo 51º compleanno, annuncia l’avvio di un nuovo capitolo discografico. Un anno più tardi pubblica «Io sono il viaggio», primo estratto di Orbit Orbit, uscito il 31 ottobre 2025. L’album, accompagnato da un fumetto omonimo, chiude la trilogia iniziata con «Prisoner 709» e affronta il tema della libertà come approdo finale. A dicembre arriva «Pathosfera», secondo singolo che definisce ulteriormente l’identità del progetto. Caparezza annuncia il suo ritorno dal vivo per il 2026, presentando un calendario di oltre venti concerti già ufficializzato. Da giugno a settembre l’artista sarà protagonista dei principali festival italiani, segnando uno dei tour più attesi della prossima stagione.

Il brano scelto: «Ti fa stare bene»

«Ti fa stare bene» è un brano in cui Caparezza trasforma il caos della vita moderna in un invito a ritrovare leggerezza. Con ironia e ritmo incalzante, l’artista suggerisce di mettere da parte pressioni e negatività per tornare a ciò che davvero rigenera. La canzone diventa così un’esortazione a riconoscere e proteggere quei piccoli spazi di benessere che spesso dimentichiamo.

Ehi, ho bisogno almeno di un motivo che mi faccia stare bene
Sono stufo dei drammi in tele, delle lamentele, delle star in depre
Del nero lutto di chi non ha niente a parte avere tutto
Delle sere chiuso per la serie culto, della serie chiudo e siamo assieme, punto
Soffiano venti caldi, siamo rimasti in venti calmi
E sono tempi pazzi, fricchettoni con i piedi scalzi che diventano ferventi nazi
Fanno il G8 nei bar, col biscotto e il cherry muffin
Sono esilaranti nel ruolo di piedipiatti, Eddie Murphy
Scusam non dormo sulla mia Glock 17
Sognando corpi che avvolgo come uno stock di cassette
Ora che mi fido di te come di chi fa autostop in manette
Scelgo un coro come Mariele Ventre che mi faccia star bene sempre

Con le mani sporche fai le macchie nere
Vola sulle scope come fan le streghe
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Soffia nelle bolle con le guance piene
E disegna smorfie sulle facce serie
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene

Ehi, ho bisogno almeno di un motivo che mi tiri su il morale
Prima che la rabbia mi strozzi mentre premo sul collare
Pare che il “brutto male” nasca spontaneo da un conflitto irrisolto
Vadano a dirlo a chi ha raccolto l’uranio del conflitto in Kosovo
Chi se ne sbatte di diete famose, di strisce nel cielo e di banche
Non vedo più ombre se accendo il mio cero al debunker
Non faccio come il tuo capo, coperto di bende come Tutankhamon
Non vivo la crisi di mezza età dove “dimezza” va tutto attaccato
Voglio essere superato, come una Bianchina dalla super auto
Come la cantina dal tuo superattico, come la mia rima quando fugge l’attimo
Sono tutti in gara e rallento, fino a stare fuori dal tempo
Superare il concetto stesso di superamento mi fa stare bene

Con le mani sporche fai le macchie nere
Vola sulle scope come fan le streghe
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Soffia nelle bolle con le guance piene
E disegna smorfie sulle facce serie
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene

Vuoi stare bene, stare bene?
Vuoi stare bene, stare bene?
Vuoi stare bene, stare bene?
Vuoi stare bene, stare bene?
Risparmiare metà della fatica? (Vuoi stare bene, stare bene?)
Cancellare metà della rubrica? (Vuoi stare bene, stare bene?)
Respirare soltanto aria pulita? (Vuoi stare bene, stare bene?)
Camminare verso la via d’uscita-ta-ta-ta-ta-ta-ta? (Vuoi stare bene, stare bene?)

Mi farà stare bene!
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Devi fare ciò che ti fa stare
Ciò che ti fa stare
Ciò che ti fa stare bene
Mi farà stare bene

Canto di draghi, di saldi, di fughe più che di cliché (ti farà stare bene)
Snobbo le firme perché faccio musica, non défilé (ti farà stare bene)
Sono l’evaso dal ruolo ingabbiato di artista engagé (ti farà stare bene)
Questa canzone è un po’ troppo da radio, ‘sti cazzi finché (ti farà stare bene)

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