È morto Bruno Contrada, ex poliziotto e numero tre del Sisde

La Corte di Strasburgo condannò l’Italia due volte sul suo caso

Dalla carriera nella polizia fino ai vertici dei servizi segreti, passando per uno dei processi più discussi degli ultimi decenni. È morto a Palermo, a 94 anni, Bruno Contrada. Napoletano di nascita ma palermitano d’adozione, aveva costruito la sua carriera professionale proprio nel capoluogo siciliano, dove per oltre trent’anni ha ricoperto incarichi investigativi e ruoli di primo piano nelle istituzioni dello Stato, arrivando fino alla posizione di numero tre del Sisde.

La sua figura è rimasta al centro di una lunga e complessa vicenda giudiziaria legata all’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Una storia processuale durata decenni, segnata da condanne, assoluzioni, ricorsi e pronunce delle corti internazionali.

Pubblicità

Contrada aveva percorso tutte le tappe della carriera investigativa, partendo come dirigente della polizia per poi diventare un alto funzionario dei servizi segreti. Il suo lavoro si era svolto prevalentemente a Palermo, città nella quale si era stabilito e dove aveva costruito gran parte del proprio percorso professionale.

Nel corso di oltre trent’anni di attività aveva operato in diversi ambiti della sicurezza dello Stato, fino a raggiungere incarichi di vertice nel Sisde, l’allora servizio segreto civile italiano.

Pubblicità

L’arresto nel 1992 e il lungo processo per concorso esterno

La sua vicenda giudiziaria iniziò con l’arresto avvenuto alla vigilia del Natale del 1992, l’anno segnato dalle stragi mafiose di Palermo. Contrada venne accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e portato a processo.

Il 5 aprile 1996 arrivò la prima condanna a dieci anni di carcere. La sentenza venne però ribaltata in appello il 4 maggio 2001, quando la Corte lo assolse. La Cassazione dispose successivamente il rinvio degli atti a Palermo per un nuovo giudizio.

Nel 2006 la Corte d’Appello palermitana, dopo 31 ore di camera di consiglio, pronunciò una nuova condanna a dieci anni di reclusione. Il verdetto fu confermato l’anno successivo dalla Corte di Cassazione. Da quel momento iniziò l’esecuzione della pena: prima il carcere, poi gli arresti domiciliari e infine la conclusione della pena nell’ottobre del 2012.

Le sentenze europee e la battaglia per il riconoscimento dell’ingiusta detenzione

Dopo la fine della pena, Contrada avviò una lunga battaglia giudiziaria per ottenere la revisione del processo e il riconoscimento dei propri diritti davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

L’Italia venne condannata due volte dalla Corte di Strasburgo. La prima decisione, nel febbraio 2014, stabilì che l’ex funzionario non avrebbe dovuto rimanere in carcere quando aveva chiesto i domiciliari per le sue condizioni di salute. Una seconda pronuncia affermò inoltre che Contrada non avrebbe dovuto essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa perché, all’epoca dei fatti contestati — tra il 1979 e il 1988 — il reato non era considerato «sufficientemente chiaro».

Per anni l’ex dirigente di polizia sostenne la propria innocenza e continuò a rivendicare il riconoscimento della propria reputazione. «Voglio l’onore che mi hanno tolto, non ho perso fiducia nello Stato», ripeteva durante la sua lunga battaglia giudiziaria, spiegando di voler «salvaguardare l’onore di un uomo delle istituzioni».

Dopo ulteriori passaggi nei tribunali italiani, la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo accolse la sua richiesta di riparazione per ingiusta detenzione. La decisione, che ribaltò una precedente pronuncia della seconda sezione dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, riconobbe a Contrada un indennizzo pari a 285.342 euro. La sentenza è stata successivamente confermata dalla Corte di Cassazione nel 2023.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Amministrative in Campania, dieci nuovi sindaci: decisive le alleanze per i ballottaggi

A Casalnuovo è rischio stallo: il vincitore è senza maggioranza Tra conferme, ribaltoni e sfide civiche, il secondo turno delle amministrative chiude la partita in...

Ex Ilva, Flacks Group apre un tavolo tecnico sul rilancio di Acciaierie d’Italia

Il fondo americano aggiorna il piano industriale Ex Ilva, un tavolo tecnico per trasformare il piano industriale in un programma operativo aggiornato. È la mossa...

Ultime notizie

Pegaso, faro della Procura su iscrizioni, crediti e titoli: 40 indagati, c’è Iervolino

Oltre 4.200 posizioni al centro degli accertamenti Un’inchiesta articolata, con perquisizioni, sequestri e più filoni investigativi, sta passando al setaccio la gestione di corsi, esami...

Il gesto che avvelena le piazze: foto di Salvini bruciate alla Sapienza

Il viceministro replica: «Non mi faccio intimidire» Quando la protesta sceglie il fuoco come linguaggio simbolico, il confronto democratico arretra. Alla Sapienza, alcuni manifesti con...

Morto Michele Di Iorio, addio allo storico volto della destra napoletana

Luciano Schifone: «Un pezzo di storia della nostra comunità» È morto a 78 anni Michele Di Iorio, figura storica della destra campana e punto di...