Euro 2032, Abodi detta i tempi: cinque mesi per chiarire il futuro del Maradona

Il ministro: «Stadi con scelte di merito, buone relazioni non contano»

L’orizzonte è giugno e il messaggio è diretto: entro cinque mesi progetti e coperture economiche dovranno essere definiti, altrimenti si andrà avanti con la proposta più solida. A dirlo è il ministro dello Sport Andrea Abodi, intervenendo sul caso Maradona a Napoli, a margine di una cerimonia, parlando con i giornalisti del futuro dello stadio in vista degli Europei del 2032.

Cinque mesi per arrivare alle scelte

Il ministro chiarisce che la fase interlocutoria sta per chiudersi e che ora si entra in un passaggio decisivo. «Noi ci aspettiamo delle soluzioni perché il tempo dell’attesa sta finendo, e sta arrivando il tempo delle scelte. Saranno scelte di merito, i 5 stadi verranno selezionati dalla Federcalcio non sulla base di relazioni o meglio di buone relazioni personali, ma di fatti oggettivi, di qualità dell’infrastruttura, di qualità quantomeno della progettualità e soprattutto di collaborazione tra il Club e il Comune».

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Parole che mettono al centro criteri chiari e misurabili, in un contesto che vede il Comune di Napoli e il patron del Napoli calcio, Aurelio De Laurentiis, intenzionati a portare avanti percorsi progettuali distinti. Palazzo San Giacomo per la riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona mentre il club punta a una nuova infrastruttura. Abodi sottolinea che il cronoprogramma non è negoziabile e che le scadenze concordate a livello internazionale rappresentano un punto fermo.

I criteri concordati con Uefa e Figc

Il ministro ricorda che la tabella di marcia è stata definita con largo anticipo. «Tra cinque mesi le carte dovranno in qualche maniera parlare, perché dalla mappa che abbiamo concordato con l’Uefa e la Federcalcio a giugno dovranno essere pronti non soltanto tutti i progetti, ma anche dovrà essere pronto il quadro economico e lì dovrà essere tutto chiaro, altrimenti andrà avanti il progetto che sarà più qualificato», evidenzia Abodi. In questo scenario, il nodo Napoli resta centrale e delicato, proprio per la presenza di più ipotesi sul tavolo e per la necessità di una convergenza che, al momento, non appare scontata.

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L’auspicio di armonia e il ruolo del commissario

Pur ribadendo la fermezza sui tempi e sui criteri, Abodi non nasconde l’auspicio che si possa arrivare a una sintesi. «Noi auguriamo sempre che ci sia armonia perché viviamo con questo auspicio, che si costruisca anche in questa occasione, in questa circostanza l’armonia necessaria, faccio fatica a immaginare due progettualità divergenti o comunque che si ignorino», afferma il ministro.

Nel suo intervento, Abodi conferma anche l’assetto organizzativo che guiderà il piano sugli impianti: Massimo Sessa sarà il commissario per gli stadi e avrà il compito di coordinare il lavoro in vista di Euro 2032. Una figura chiamata a garantire che il percorso proceda secondo quanto stabilito e che, allo scadere dei cinque mesi indicati, le decisioni possano essere assunte sulla base di documenti, numeri e progetti concreti.

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