Corruzione, chiesto l’arresto per il consigliere regionale Giovanni Zannini

Coinvolti anche due imprenditori del Casertano

Politica regionale e mondo produttivo locale si incrociano in un’indagine che ha portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere a chiedere misure cautelari per tre persone. L’inchiesta, coordinata dell’ufficio inquirente guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni, riguarda presunti illeciti che coinvolgono un esponente della Regione Campania e due imprenditori attivi nel settore agroalimentare.

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La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, ha chiesto l’arresto del consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, indagato per i reati di corruzione e concussione. L’esponente politico è passato di recente a Forza Italia, dopo essere stato figura di spicco del centrosinistra nella precedente consiliatura regionale, conclusasi nel mese di novembre.

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All’interno dello stesso filone investigativo, l’ufficio inquirente ha avanzato anche la richiesta del divieto di dimora per Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, imprenditori di Castel Volturno. I due sono titolari della Spinosa Spa, azienda specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e dei suoi derivati.

La tesi degli inquirenti

Per gli inquirenti il reato di corruzione si sarebbe concretizzato in relazione all’intervento chiesto a Zannini dagli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, che volevano realizzare un impianto per la produzione della mozzarella, ma dovevano risolvere problematiche di carattere amministrativo con la Regione Campania. Il consigliere regionale si sarebbe così impegnato come presidente della Commissione Ambiente a muoversi appunto presso gli uffici regionali ricevendo in cambio una gita su un lussuoso yacht.

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La contestazione relativa alla concussione vede invece vittima un dirigente Asl, ovvero l’ex direttore sanitario Enzo Iodice, già sindaco di Santa Maria Capua Vetere nonché ex segretario del Pd provinciale, candidatosi in una delle liste che sostenevano Roberto Fico alle recenti Regionali. Per gli inquirenti Zannini avrebbe costretto Iodice a lasciare l’incarico di direttore sanitario – circostanza avvenuta nel settembre 2023 – perché probabilmente non voleva sottostare alle sue richieste relative ad alcune nomine.

I fatti contestati a Zannini risalgono alla precedente consiliatura regionale, quando il politico di Mondragone era presidente della Commissione Ambiente della Regione ed era un componente della maggioranza di centro-sinistra del presidente Vincenzo De Luca. Alle ultime regionali Zannini si è candidato ed è stato eletto nelle liste di Forza Italia.

Il primo passaggio dell’inchiesta dell’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Pierpaolo Bruni che vede anche altri indagati (tra cui Antonio Postiglione, all’epoca dei fatti dirigente di vertice della sanità in Campania) per i quali non sono state al momento chieste misure cautelari, risale all’ottobre 2024 quando vennero eseguite dai carabinieri una serie di perquisizioni. Come prevede la Legge Nordio, la decisione sull’applicazione delle misure sarà decisa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere dopo l’interrogatorio cui saranno sottoposti gli indagati il 4 febbraio prossimo.

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