Il ministro Tajani: convocato ambasciatore iraniano alla Farnesina

L’Italia intende sostenere la transizione democratica in Venezuela

L’informativa urgente del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera si è trasformata in uno dei momenti più intensi e significativi della giornata parlamentare, segnando un passaggio politico e umano di grande rilievo sul dossier Venezuela e sull’azione internazionale dell’Italia.

Ad aprire il dibattito è stato l’annuncio che ha suscitato un applauso unanime dell’Aula: il rientro in Italia di Mario Burlò e Alberto Trentini, liberati dopo mesi di detenzione in Venezuela. Un applauso trasversale, lungo e convinto, che ha attraversato tutti i gruppi parlamentari, a testimonianza di un sentimento condiviso di sollievo e riconoscenza verso il lavoro svolto dallo Stato.

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Tajani, nel riferire ai deputati, ha spiegato che i due connazionali sono in condizioni complessivamente buone e non hanno subito torture, pur essendo provati da una lunga e difficile prigionia. Determinante, ha sottolineato il ministro, è stata la costante vicinanza dell’Italia, delle istituzioni e della rete diplomatica, che ha consentito loro di resistere psicologicamente e fisicamente. Un risultato che porta la firma di un’azione silenziosa, continua e responsabile del governo, capace di riportare a casa due italiani senza clamori ma con efficacia.

Il nuovo scenario politico in Venezuela

Da qui l’informativa si è allargata al quadro politico più ampio, con Tajani che ha illustrato gli sviluppi successivi alla caduta del regime di Nicolas Maduro e all’avvio della nuova leadership guidata da Delcy Rodríguez. La fine di una stagione segnata da oppressione e violenza, ha spiegato il ministro, rappresenta un’occasione storica non solo per il Venezuela ma per tutta l’America Latina, area che il governo italiano ha posto al centro della propria politica estera. L’Italia intende sostenere con convinzione la transizione democratica, tutelare la numerosa comunità italiana presente nel Paese e avviare un partenariato positivo con le nuove autorità, basato su dialogo, stabilità e sviluppo.

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Nel suo intervento Tajani ha ribadito come la priorità dell’esecutivo sia sempre stata la sicurezza dei connazionali, ricordando i numeri di una presenza italiana che conta oltre 170mila cittadini e circa un milione di persone di origine italiana. Accanto alla dimensione umanitaria e politica, il ministro ha delineato anche una prospettiva economica concreta: il Venezuela che si apre al dopo-Maduro può diventare un’opportunità importante per le imprese italiane, dall’energia alle grandi opere, dalla gestione delle risorse idriche alla ricostruzione infrastrutturale. Un ruolo di primo piano, in questo scenario, potrà essere svolto anche da grandi realtà come Eni, già coinvolta in interlocuzioni internazionali per il rilancio del settore energetico.

Nel corso dell’informativa, Tajani ha inoltre affrontato il tema iraniano, annunciando la convocazione dell’ambasciatore dell’Iran alla Farnesina in seguito alla dura repressione delle proteste nel Paese. Un segnale politico chiaro: il dialogo resta uno strumento necessario per l’azione di Governo.

L’intervento del ministro è stato accolto con attenzione e, in più passaggi, con consenso trasversale, soprattutto per quanto riguarda il ritorno in patria di Burlò e Trentini. Al di là delle diverse valutazioni politiche emerse nel dibattito successivo, resta il dato centrale di una diplomazia italiana attiva, autorevole e concreta, capace di unire fermezza sui principi e tutela degli interessi nazionali.

L’applauso dell’Aula non è stato solo un gesto simbolico, ma il riconoscimento di un grande lavoro di squadra del governo, che ha saputo restituire due italiani alle loro famiglie e riaffermare il ruolo dell’Italia come attore credibile e responsabile sulla scena internazionale.

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