Omicidio Vassallo, la Cassazione: non ci sono gravi indizi contro Cagnazzo

Accolto il ricorso della difesa, annullata l’ordinanza del Riesame

Alla vigilia della chiusura dell’udienza preliminare, arriva una decisione destinata a incidere in modo significativo sul procedimento che riguarda il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, imputato per concorso nell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica Acciaroli, Angelo Vassallo.

La Corte di Cassazione, scrivere Dario Del Porto su «Repubblica», ha accolto il ricorso presentato dai difensori, gli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, annullando nel merito l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Salerno. Quel provvedimento aveva disposto la scarcerazione dell’ufficiale, pur confermando la presenza di gravi indizi di colpevolezza. Le motivazioni della Suprema Corte non sono ancora state depositate, ma l’effetto della pronuncia è già chiaro: l’impianto accusatorio nei confronti di Cagnazzo viene rimesso in discussione.

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Secondo quanto stabilito dagli Ermellini, il Tribunale del Riesame di Salerno dovrà procedere a una nuova valutazione della posizione dell’imputato, affidando l’esame a un collegio con una composizione diversa da quella che aveva adottato l’ordinanza ora cancellata. Una scelta che riapre il dibattito giudiziario sul ruolo attribuito al colonnello nell’inchiesta.

Cagnazzo, dal canto suo, ha sempre respinto ogni addebito, negando qualsiasi coinvolgimento nell’uccisione di Angelo Vassallo. La decisione della Cassazione rappresenta quindi un passaggio rilevante per la linea difensiva, che ottiene un risultato favorevole in un momento cruciale del procedimento.

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Intanto resta fissata al 16 gennaio la conclusione dell’udienza preliminare. In quella data il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulle richieste di rinvio a giudizio, in un quadro processuale che, alla luce dell’intervento della Suprema Corte, appare ora più complesso e destinato a nuovi sviluppi.

I legali di Cagnazzo: «Sempre creduto nella sua innocenza»

«Quali difensori di Fabio Cagnazzo, abbiamo sempre creduto nella innocenza del nostro assistito e non possiamo che manifestare soddisfazione per la odierna decisione della Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno, evidentemente destrutturando il provvedimento sotto il profilo della sussistenza della gravità indiziaria». Così in una nota, i legali del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, gli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro.

«Il Tribunale del Riesame invero, pur revocando la misura carceraria per sopravvenuta mancanza di esigenze cautelari, aveva tuttavia confermato ed anzi ulteriormente rafforzato la tenuta del quadro indiziario. Ci preme evidenziare – perché trattasi di circostanza particolarmente significativa – che è la seconda volta che la Corte Suprema accoglie il ricorso della difesa annullando l’ordinanza del Tribunale della Libertà, al quale – già in occasione del prima annullamento – la sentenza della Cassazione aveva indicato talune direttive da seguire su temi ben precisi in punto di gravità indiziaria, le quali tuttavia non sono state adeguatamente considerate dal riesame salernitano. Di qui il secondo annullamento intervenuto all’esito dell’udienza di ieri 17 dicembre», prosegue la nota.

Gli avvocati Criscuolo e De Caro, con il colonnello Cagnazzo, si legge ancora nel comunicato «hanno piena fiducia nella Giustizia e nell’operato dei magistrati della Procura e del Tribunale di Salerno e continueranno a lavorare come hanno sempre fatto per dimostrare definitivamente la radicale estraneità del proprio assistito a tutte le accuse che gli vengono mosse, auspicando che il secondo intervento della Corte di Cassazione possa rappresentare un concreto e decisivo passo avanti nell’accertamento della verità».

L’avvocato di Cipriano: «La valutazione dei gravi indizi di colpevolezza rimane elemento cardine»

«Questo provvedimento, finalmente, sancisce un principio: sebbene alcuni imputati di questo procedimento siano stati scarcerati, la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza rimane elemento cardine, su cui le difese avevano impugnato la misura cautelare, ognuno per la propria posizione». Così l’avvocato Giovanni Annunziata, difensore dell’imprenditore Giuseppe Cipriano, ha commentato la pronuncia della Corte di Cassazione.

«La pronuncia in commento dimostra quindi che, anche in caso di scarcerazione, va riconosciuto l’interesse ad impugnare. Riteniamo, pertanto, che la riapertura di una corretta dialettica in fase cautelare sulla sussistenza del requisito dei gravi indizi di colpevolezza avrà carattere propedeutico anche rispetto alla pronuncia del Gup, all’udienza preliminare. È bene ribadire – conclude Annunziata- ancora una volta che la Corte di Cassazione, nel primo provvedimento cautelare, affrontava in modo radicale la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza».

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