Teatro San Carlo, la Finanza acquisisce atti sulla gestione del Massimo napoletano

Verifiche su nomine e risorse prima dell’arrivo del nuovo sovrintendente

La gestione del Teatro San Carlo, quella precedente all’insediamento di Fulvio Adamo Macciardi, nel mirino della Procura di Napoli e della Corte dei Conti. Ieri mattina, i militari della Guardia di Finanza si sono recati negli uffici del Massimo napoletano dove è stata acquisita documentazione sulla gestione finanziaria della Fondazione relativa al periodo in cui «governava» Stéphane Lissner. I finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, scrive Dario Sautto su il «Corriere del Mezzogiorno», hanno trascorso diverse ore all’interno della struttura, acquisendo atti e documenti necessari per verifiche mirate sull’amministrazione delle risorse della Fondazione.

L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Napoli ed è incardinata nella sezione che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione, sotto la direzione del procuratore aggiunto Giuseppina Loreto. Il procedimento ipotizza il reato di peculato ed è, allo stato, contro ignoti. Le attività investigative erano iniziate nel mese di aprile, con una prima accelerazione registrata alla fine di agosto.

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Gli accertamenti procedono lungo un doppio binario. Accanto al fascicolo della Procura ordinaria, sugli stessi profili è aperta anche un’indagine della Procura regionale della Corte dei conti. Il procedimento è seguito dal procuratore Antonio Giuseppone e dal pubblico ministero Davide Vitale. Su entrambi i fronti viene mantenuto uno stretto riserbo da parte degli inquirenti.

Le segnalazioni e l’esposto di Catello Maresca

Tra le denunce presentate figura quella di Catello Maresca, magistrato e consigliere comunale di centrodestra. Le segnalazioni riguardano presunte anomalie nella gestione del teatro, con particolare riferimento a nomine, assunzioni e autorizzazioni. Gli investigatori stanno ora verificando se tali rilievi trovino riscontro nella documentazione acquisita. Solo in una fase successiva, in presenza di elementi concreti, potrà essere valutata l’iscrizione di eventuali nominativi nel registro degli indagati.

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Uno dei principali ambiti di approfondimento riguarda l’istituzione, nel periodo della pandemia, di alcune posizioni dirigenziali che, secondo le segnalazioni, non sarebbero espressamente previste dallo statuto della Fondazione. Su questo aspetto si concentrano parte delle verifiche in corso, finalizzate a ricostruire modalità e conseguenze delle scelte organizzative adottate.

Le Officine San Carlo di Vigliena sotto esame

Tra i documenti acquisiti dalla Guardia di Finanza figurano anche le autorizzazioni relative alle Officine San Carlo di Vigliena. La struttura, situata negli ex stabilimenti Cirio di San Giovanni a Teduccio e inserita nell’orbita della Fondazione, è stata creata per la realizzazione di scenografie e allestimenti teatrali. Anche questo segmento dell’attività del teatro rientra nel perimetro degli accertamenti.

Nomine e concorsi

Secondo un’altra l’ipotesi investigativa, che dovrà essere confermata dagli accertamenti, attraverso presunte nomine ad personam e procedure concorsuali sarebbero state introdotte nuove figure dirigenziali in diversi settori gestionali del teatro, incarichi che in precedenza non esistevano. Tali scelte avrebbero potuto comportare un impiego non necessario di risorse economiche, per assecondare presunte logiche clientelari o legami di parentela. Si tratta, allo stato, di ipotesi sulle quali gli investigatori stanno cercando riscontri.

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