Stupri di Caivano, la Corte d’Appello conferma le condanne per i maggiorenni

I genitori di una vittima: «Possiamo tirare un sospiro di sollievo»

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna per i due maggiorenni coinvolti nello stupro di gruppo nei confronti di due cugine di Caivano che all’epoca dei fatti avevano 10 e 12 anni. Il caso, nel luglio 2023, ha lanciato un allarme sociale sulla condizione di degrado nel Parco Verde, che ha dato il via a un intervento di bonifica e riqualificazione e a un decreto per aiuti alle periferie italiane. Confermata anche la pena inflitta in primo grado a Pasquale Mosca di 13 anni e 4 mesi, mentre per Giuseppe Varriale è stata modificata a otto anni e otto mesi di reclusione, mentre in primo grado era di 12 anni e 5 mesi, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato.

Le richieste della Procura e la difesa degli imputati

Il sostituto procuratore generale di Napoli, al termine della sua requisitoria, ha chiesto ai giudici la conferma della condanna per Mosca (difeso dall’avvocato Giovanni Cantelli), mentre per Varriale ha avanzato una proposta di concordato che però non è stata accolta dal legale del giovane, l’avvocato Dario Carmine Procentese.

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Oggi, nell’aula 314, l’avvocato Cantelli, nel corso della sua arringa, ha sostenuto la parziale incapacità di intendere e di volere di Mosca, da cui deriverebbe anche la sua inadeguatezza a riconoscere i reati che stava commettendo. In aula, alla lettura del dispositivo, erano presenti anche l’avvocata Clara Niola (legale della più piccola delle due vittime e della madre) e l’avvocata Giovanna Limpido (legale del padre della stessa vittima). I due giovani imputati, che hanno assistito con le rispettive famiglie alla discussione dell’avvocato Cantelli, hanno deciso di non essere presenti alla lettura del dispositivo, giunta dopo una camera di consiglio durata poco meno di tre ore.

Le parole dei genitori della vittima più piccola

«Siamo soddisfatti per il verdetto: la nostra bambina e noi come famiglia possiamo tirare un altro sospiro di sollievo. Ringraziamo la magistratura penale per il lavoro svolto: è importante che i giovani di oggi comprendano le conseguenze delle proprie azioni e, soprattutto, la certezza della pena di cui tante volte si discute», hanno afffermato i genitori della più piccola delle bambine vittime di abusi sessuali.

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