Napoli saluta James Senese: in tantissimi per l’ultimo abbraccio al re del sax

Il feretro accompagnato dalle note di «Chi tene ‘o mare»

Il feretro di James Senese lascia la parrocchia Santa Maria dell’Arco a Miano accompagnato dalle note di «Chi tene ‘o mare». L’applauso è interminabile. «Sei la storia di questa città», grida qualcuno a gran voce, mentre la bara raggiunge il carro funebre. Napoli tributa l’ultimo saluto a uno dei suoi musicisti più iconici. Il vero «nero a metà» cantato dall’inseparabile Pino Daniele. Del supergruppo ci sono tutti quelli che possono esserci oggi. C’è Tullio De Piscopo, tra i primi ad arrivare, che lo definisce «immenso», c’è Tony Esposito che ricorda il suo costante «bisogno di affetto», un «eterno bambino che ha passato un’infanzia difficile».

«Lui aveva due strade – aggiunge Tony Esposito – o la malavita o l’arte, ha scelto l’arte. Abbiamo vissuto con lui 40 anni, gli alberghi, i ristoranti, i pullman. Abbiamo tanti ricordi, le sue giacche belle, i suoi profumi. Ma soprattutto quel suono che difficilmente ritroviamo altrove». C’è anche Ernesto Vitolo. Con loro sono tanti quelli che non hanno voluto far mancare la loro testimonianza.

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Nino D’Angelo lo racconta come «un grande rappresentante delle persone che non hanno avuto tutti i diritti che devono avere nella vita». «Il suo suono era ribelle e carnale – aggiunge l’ex caschetto biondo -. James era uno dei più grandi musicisti del mondo, aveva un suo suono. L’unicità fa grande un artista. Enzo Avitabile ricorda le due strade artistiche che si sono intrecciate più volte. Ciccio Merolla lo definisce «maestro di musica, ma anche maestro di vita».

«James – dice Enzo Gragnaniello – ha portato un suono, un modo di fare musica più internazionale». «Ho tanti ricordi di James – sono le parole di Eugenio Bennato – in particolare uno, quando ci esibimmo a Parigi insieme a Place de la Concorde: c’erano centomila persone. Grande James, grande voce, grande immagine, grande musica».

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La parrocchia è gremita. Sulla bara una bel ritratto del musicista scomparso e il suo immancabile sax. Tra i banchi della chiesa c’è la gente di Miano, il quartiere che il musicista non ha mai voluto lasciare. Tanti personaggi del mondo della musica e tanti attori oggi si ritrovano qui, da Lino Vairetti a Peppe Lanzetta, da Ciro Sciallo a Lucia Cassini, da Tony Cercola a Tommaso Bianco. Anche la politica e le istituzioni oggi parlano di Senese. Per il sindaco Manfredi «ha rappresentato quella Napoli multiculturale che è la grande forza e la grande anima della nostra città».

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