Gragnano, 75enne trovata morta sul balcone: fermata la figlia

L’ipotesi iniziale era quella di un incidente domestico

Sembrava un incidente domestico, forse provocato da un ritorno di fiamma. Ma la morte di una 75enne nella sua abitazione di via Vittorio Veneto, a Gragnano, ha spinto procura e carabinieri ad approfondire quanto accaduto. Il corpo carbonizzato di Gena Totaro è stato trovato ieri dai vigili del fuoco sul balcone di casa, riverso a terra accanto a una bombola del gas. Nelle vicinanze c’era la figlia convivente, inizialmente descritta sotto choc. Proprio la presenza della bombola aveva fatto ipotizzare che la donna fosse rimasta vittima di una fatalità.

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Gli accertamenti disposti dal pm di turno della procura di Torre Annunziata e condotti dai carabinieri hanno però modificato il quadro. Secondo le prime indagini dei militari dell’Arma, la figlia, verosimilmente affetta da problemi psichici da accertare compiutamente, avrebbe cercato di dare fuoco all’abitazione materna dopo aver tagliato il tubo del gas. Il gesto avrebbe provocato un principio di incendio e le fiamme avrebbero investito la madre. Al termine dell’interrogatorio è scattato il fermo. La donna è accusata di omicidio aggravato dal vincolo di parentela e di tentato incendio.

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Il mancato soccorso

Nel provvedimento emerge un altro elemento ritenuto rilevante dagli inquirenti. Dopo che Gena Totaro aveva perso i sensi, la figlia non le avrebbe prestato alcun soccorso, «limitandosi a osservare la povera donna svenuta mentre veniva divorata dalle fiamme».

Secondo quanto scrive il pm, avrebbe avuto la «possibilità materiale di trascinare la donna lontana dalle fiamme e prestarle i dovuti soccorsi» ma, invece, «prima restava a fissarla per alcuni minuti e poi decideva di allontanarsi dalla abitazione». I carabinieri hanno inoltre notato sul braccio della figlia un evidente segno di strattonamento. Nel corso degli accertamenti la donna ha ammesso di avere avuto diversi litigi con la madre, l’ultimo proprio ieri mattina. A spegnere l’incendio sono stati un vicino e un passante, intervenuti dopo avere visto le fiamme. Entrambi hanno riferito ai carabinieri che la figlia «non appariva particolarmente preoccupata della fine che aveva fatto la madre».

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Durante l’interrogatorio la donna ha sostanzialmente ammesso di avere appiccato il fuoco nell’abitazione e di non avere prestato soccorso alla madre. La salma di Gena Totaro è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre la casa di via Vittorio Veneto è stata sottoposta a sequestro.

 

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