Governo, approvato il dl Terra dei Fuochi: nasce il «Dipartimento per il Sud»

Avrà ampi margini di manovra anche dal punto di vista finanziario

Nasce un «Dipartimento per il Sud» presso la Presidenza del Consiglio. A stabilirlo è un emendamento al decreto sulla Terra dei Fuochi presentato dal relatore Sandro Sisler (Fdi). Il Senato ha approvato il provvedimento, che ora va alla Camera, con 91 sì e 55 no. «Il dipartimento – prevede la norma – cura l’attuazione delle funzioni di indirizzo, coordinamento e promozione dell’azione strategica del Governo con riferimento alle politiche per il Sud».

Struttura e organizzazione interna

Si tratta di una struttura che avrà «l’attuazione delle funzioni di indirizzo, coordinamento e promozione dell’azione strategica del Governo con riferimento alle politiche per il Sud». «Una sorta di ministero con ampi margini di manovra anche dal punto di vista finanziario», spiega una fonte dell’esecutivo. Il dipartimento potrà contare su due uffici dirigenziali di livello generale e cinque uffici di livello dirigenziale non generale».

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Al Dipartimento – si legge nell’emendamento – «è assegnato il contingente di 60 unità di personale non dirigenziale della struttura di missione Zes, che sono state individuate, nel limite di 30 unità, tra il personale trasferito alla presidenza del Consiglio dei ministri e, nel limite di 30 unità, anche tra il personale di altre amministrazioni pubbliche, ordini, organi, enti o istituzioni, con corrispondente incremento della dotazione organica del personale di prestito della presidenza del Consiglio dei ministri».

Funzioni e risorse economiche

«Al fine di assicurare la pià efficace e tempestiva attuazione degli interventi del Pnrr relativi alla infrastrutturazione della Zes unica, fino al 31 dicembre 2026» il Dipartimento «potrà assumere le funzioni di stazione appaltante».

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«A decorrere dall’entrata in vigore del decreto di organizzazione interna è soppressa la Struttura di missione Zes e le relative funzioni sono attribuite al Dipartimento per il Sud che succede a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi alla predetta Struttura», si legge nell’emendamento. Per quanto riguarda il trattamento economico per i componenti si procederà «in base alla fascia professionale di appartenenza e tenuto conto delle competenze e delle responsabilità, nel limite massimo annuo di 50.000 euro per singolo incarico, al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico dell’amministrazione, e nel limite di spesa complessivo annuo di 500.000 euro a decorrere dal 2026»

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