«Eav e Asl bancomat elettorale? Vergognoso: 3 incarichi d’oro all’ex sindaco e candidato renziano»

Maria Muscarà: usare le istituzioni è un insulto ai cittadini

In Campania la campagna elettorale non passa solo dai comizi e dai programmi, ma anche dai bilanci degli enti pubblici. A denunciarlo è la consigliera regionale indipendente Maria Muscarà, che punta il dito contro un meccanismo che definisce «indecente»: l’utilizzo di Eav e Asl come «bancomat elettorale» a favore del centrosinistra, a ridosso delle regionali del 23 e 24 novembre.

«Altro che merito, altro che trasparenza. In Campania – denuncia Muscarà – Eav e Asl elargiscono incarichi a peso d’oro, finanziando di fatto la campagna elettorale di un sindaco fallimentare e in fuga, ora candidato alle regionali».

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Il caso, racconta la consigliera, riguarda l’ex sindaco di Ercolano e avvocato Ciro Buonajuto, appena dimessosi per candidarsi alle Regionali nella lista di Matteo Renzi. «Riceve due incarichi retribuiti da Eav. Non da un privato, ma da un ente pubblico già in rosso. Due contratti, firmati l’8 luglio e il 16 settembre 2025, da 14.317 e 13.395 euro, per contenziosi di lavoro. E poi, come se non bastasse, un altro ancora dall’Asl Napoli 2. Totale: oltre i trentamila euro a carico dei cittadini».

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Muscarà mette a confronto questa prassi con la condizione di chi lavora negli ospedali. «Un lavoratore che fa l’OSS deve superare un concorso, lavorare turni massacranti e guadagna a malapena 1.200 euro al mese. Qui, invece, basta avere la tessera giusta e l’amico giusto: tre stipendi pubblici in un colpo solo. È scandaloso».

La responsabilità istituzionale

Non è solo un problema di opportunità, ma di responsabilità istituzionale, sottolinea la consigliera. «Chi si candida dovrebbe avere la dignità di dire no. Ma soprattutto – aggiunge – gli enti pubblici hanno il dovere morale di non distribuire incarichi a chi è già in piena campagna elettorale. Usare le istituzioni come sportelli bancomat è un insulto ai cittadini».

Il verdetto arriva senza mezzi termini. «Questa non è politica, è mestiere di opportunisti. Si scappa dalle responsabilità per inseguire poltrone e carriere, lasciando macerie e caricando i costi sulle spalle dei più deboli. La Campania non ha bisogno di professionisti della poltrona, ma di trasparenza e rispetto delle regole. Basta campagne elettorali pagate con soldi pubblici».

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