Teatro San Carlo, la dg Spedaliere evita le domande della Commissione trasparenza

La presidente Savastano convoca una nuova riunione

È stata rinviata a data da destinarsi la seduta della Commissione Trasparenza del Comune di Napoli, prevista per ieri, 19 giugno, e convocata per fare luce sulla gestione e programmazione del Teatro di San Carlo. Una riunione attesa, alla quale erano stati chiamati a partecipare il sindaco Gaetano Manfredi, in qualità di presidente della Fondazione, e il direttore generale della stessa, Emmanuela Spedaliere. Ma entrambi hanno dato forfait.

Spedaliere, con una nota trasmessa alla commissione alla vigilia dell’incontro, ha sollevato dubbi sulla competenza dell’organismo consiliare, affermando che «il Teatro di San Carlo è una fondazione di diritto privato e un ente di interesse nazionale» e ricordando che «la vigilanza formale sulla Fondazione spetta al Ministero della Cultura, mentre il controllo contabile e finanziario è di competenza della Corte dei Conti e del Ministero dell’Economia». Il sindaco Manfredi ha invece giustificato l’assenza con «impegni istituzionali», chiedendo comunque di rinviare la seduta per garantire un confronto diretto in altra occasione.

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Il rinvio non spegne le polemiche

Anzi, ha acceso i riflettori su altri punti che, secondo i consiglieri, meritano chiarimenti proprio in sede di Commissione Trasparenza. Il consigliere Catello Maresca, promotore della convocazione, ha difeso la piena legittimità della commissione ad approfondire la gestione della Fondazione, «soprattutto in virtù dell’impiego di fondi pubblici» e della presidenza ricoperta dal primo cittadino.

Ha poi continuato: «Stavo consultando il profilo dell’Amministrazione Trasparente della Fondazione. Sul sito, aggiornato all’anno scorso, 2024, risulta una serie di consulenze per un totale di 181.708 euro» .

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Un intervento deciso, il suo, chiuso con un appello a non fermarsi: «Ho provato a farlo in autonomia già da qualche anno su alcune vicende, ricevendo risposte evasive. Quindi ho ritenuto di investire la commissione, che ha un ruolo istituzionale in questo senso». E conclude: «Chiedo fortemente di riaggiornarci e di insistere finché il sindaco e i rappresentanti dell’ente siano presenti a fornirci la documentazione che evidentemente dal sito non risulta».

Gli altri interventi

Sulla stessa linea anche il consigliere Giorgio Longobardi (Fratelli d’Italia): «Noi siamo, soprattutto noi dell’opposizione, un organo di controllo su tutto ciò che succede nella città. Credo che sia obbligo anche per noi consiglieri capire in che modo la Fondazione spende determinati soldi e se sono spesi in modo trasparente, con i vari bandi e incarichi».

«Quello che voi chiedete è giusto, quindi per me va benissimo ascoltare queste persone, tra cui il nostro sindaco» ha aggiunto il consigliere Gennaro Rispoli (Napoli Libera). Rispoli ha richiamato inoltre il valore artistico e simbolico del Teatro San Carlo e la necessità di un confronto trasparente con i vertici della Fondazione: «Dovremmo ottenere quelle risposte e quelle sicurezze che possano soddisfare appieno le visioni pubbliche sollevate nella commissione».

La presidente della commissione, Iris Savastano, ha annunciato l’invio di una nota ufficiale al sindaco e alla direzione generale per ribadire che «il Comune di Napoli, in qualità di socio fondatore, ha pieno diritto di monitorare l’attività del Teatro San Carlo attraverso la commissione Trasparenza». Tre le date proposte per riconvocare la seduta: 1, 10 o 17 luglio. La questione è destinata a tenere banco. Perché i riferimenti alla trasparenza nei comunicati non bastano a fugare dubbi e richieste di chiarimento che riguardano nomine, incarichi e l’impiego delle risorse pubbliche in uno dei principali simboli culturali della città.

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