Meloni ai Commercialisti: «Lavoriamo insieme per un’Italia migliore»

La premier: «La fiscalità non deve soffocare la società»

Un intervento inaspettato ma fortemente simbolico quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha voluto essere presente di persona agli Stati generali dei commercialisti 2025, al centro congressi «La Nuvola» di Roma, anziché intervenire in videocollegamento come inizialmente previsto. Accolta da un lungo applauso e da una standing ovation, la premier ha sottolineato il ruolo centrale delle professioni economiche nella costruzione di un’Italia più giusta, forte e consapevole del proprio potenziale.

Un’Italia migliore per chi verrà dopo

«Abbiamo dimostrato – ha detto Meloni rivolgendosi al presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei commercialisti, Elbano De Nuccio – che se la politica ha l’umiltà di ascoltare le categorie e il coraggio di fare sintesi, si possono ottenere grandi risultati. L’obiettivo è consegnare a chi verrà dopo di noi un’Italia migliore di quella che abbiamo trovato».

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La premier ha ribadito la fiducia nel valore della collaborazione istituzionale e professionale: «L’Italia è e rimane una grande nazione. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte per restituirle il posto da protagonista che merita».

La riforma del collegio sindacale: «Una svolta storica»

Uno dei momenti più applauditi è stato l’annuncio della riforma del regime di responsabilità dei componenti del collegio sindacale, definito dalla stessa Meloni un «provvedimento storico». «Abbiamo corretto una stortura che equiparava in modo ingiusto la responsabilità degli organi di controllo a quella degli amministratori, senza considerarne le diverse funzioni e possibilità di intervento».

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Questa riforma, ha aggiunto, libera i professionisti da un «timore paralizzante», rendendo il loro operato più efficiente e tempestivo e restituendo attrattività a un ruolo chiave per la governance d’impresa.

Concordato preventivo e fiducia nel contribuente

Un altro pilastro del suo intervento è stato il concordato preventivo biennale, recentemente reso strutturale dal governo. «Abbiamo voluto introdurre nel sistema tributario un po’ di innovazione, tendendo la mano a milioni di persone che per anni hanno percepito il Fisco come un nemico. La fiducia si costruisce dando fiducia», ha spiegato Meloni, sottolineando che questa misura è un investimento sul futuro delle nuove generazioni.

Lotta all’evasione: «Risultato anche grazie ai commercialisti»

Meloni ha rivendicato i risultati raggiunti nella lotta all’evasione fiscale, sottolineando il record del 2024 con 33,4 miliardi di euro recuperati: «È merito anche del lavoro silenzioso e quotidiano dei commercialisti. Un impegno che ha rafforzato la compliance e il rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria».

A chi accusa il governo di essere «amico degli evasori», Meloni ha risposto con chiarezza: «Abbiamo fatto una distinzione netta tra chi vuole fare il furbo, e non ha spazio, e chi è onesto ma si trova in difficoltà: a questi ultimi va data una possibilità concreta di adempiere».

Un fisco equo, con meno burocrazia

«La fiscalità – ha dichiarato infine la premier – non deve soffocare la società, ma aiutarla a prosperare. Deve chiedere il giusto e utilizzare le risorse con buonsenso, come farebbe un buon padre di famiglia». Se dovesse dare un titolo alla riforma fiscale in corso, ha aggiunto, sarebbe: «Meno burocrazia, più fiducia nei cittadini».

«Combatteremo ancora molte battaglie insieme»

Salutando i commercialisti, Meloni ha promesso continuità nell’azione riformatrice: «Abbiamo ancora bisogno della vostra competenza. Combatteremo molte altre battaglie insieme, sempre nell’interesse dell’Italia». E tra sorrisi e nuovi applausi ha chiuso: «Mi imbarazzate, ragazzi… mi imbarazzo».

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