Torre Annunziata, crollo di Rampa Nunziante: la Cassazione annulla l’Appello

Processo di secondo grado da rifare, pene da rideterminare

A distanza di quasi nove anni dal crollo che provocò otto vittime a Torre Annunziata, la Cassazione interviene sulla vicenda giudiziaria della tragedia di Rampa Nunziante. La IV sezione penale ha disposto l’annullamento della sentenza di appello relativa al disastro avvenuto all’alba del 7 luglio 2017, rinviando gli atti alla Corte d’Appello di Napoli per un nuovo esame limitato alla rideterminazione delle pene e alla contestazione di crollo colposo. Per il reato di omicidio colposo plurimo, contestato nel procedimento per la morte delle otto vittime, tra cui due bambini, è nel frattempo intervenuta la prescrizione.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti degli inquirenti, il collasso strutturale sarebbe stato determinato dai lavori di ristrutturazione in corso in una delle abitazioni dello stabile. Gli interventi avrebbero compromesso la stabilità dell’edificio. Il fabbricato, di cinque piani, era stato realizzato alla fine degli anni Cinquanta come villetta con vista sul mare e successivamente trasformato in edificio residenziale attraverso interventi edilizi abusivi. L’immobile si trova inoltre in prossimità della linea ferroviaria.

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Le condanne nel giudizio di appello

Nel processo di secondo grado erano state inflitte 5 condanne. Otto anni di reclusione per Roberto Cuomo, diventati nove complessivi con la condanna anche per il reato di falso. Dodici anni di carcere erano stati stabiliti per Gerardo Velotto, proprietario dell’appartamento in cui erano in corso i lavori ritenuti all’origine del cedimento. Undici anni di reclusione erano stati inflitti a Massimiliano Bonzani, dieci anni ad Aniello Manzo e nove anni al capo operaio Pasquale Cosenza. Con la decisione della Cassazione il procedimento torna ora davanti alla Corte d’Appello di Napoli per la rideterminazione delle pene e la valutazione del reato di crollo colposo.

Il sindaco: «Nuovo giudizio giunga velocemente»

«Dopo nove anni auspicavamo che la Suprema Corte mettesse la parola fine al processo sul crollo di Rampa Nunziante. Il 7 luglio 2017 rappresenta una pagina triste della storia recente di Torre Annunziata, una ferita per l’intera comunità. Dispiace che il tempo trascorso abbia inciso sull’esito finale. Ci attendiamo che il nuovo giudizio in Appello sopraggiunga velocemente, per consentire a tutti di voltare pagina. I familiari hanno diritto a ritrovare un po’ di pace» ha affermato sui social il sindaco Corrado Cuccurullo.

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