Accoltellato per una spinta involontaria, il 18enne: «Volevo fare da paciere»

È accaduto nel «salotto buono» di via Chiaia

Un 18enne, Franco Pio, è stato accoltellato nella notte tra domenica e lunedì in via Chiaia, a Napoli, mentre cercava di placare una lite. «Volevo difendere un amico e mi hanno accoltellato», ha raccontato il ragazzo, alla madre, Gelsomina Petrellese, 45 anni, che ha ricostruito i fatti.

Punti Chiave Articolo

L’episodio è avvenuto poco dopo la mezzanotte. Franco, racconta Gennaro Scala sul «Corriere del Mezzogiorno», era in compagnia della fidanzata e della sorella minore nella zona della movida. Un amico ha urtato per sbaglio la spalla di una ragazza, un gesto che ha scatenato la reazione di un gruppo di giovani che erano con lei. «Hanno aggredito l’amico di mio figlio», spiega Gelsomina. Franco è intervenuto per calmare la situazione, dicendo: «Ragazzi, non è successo niente, divertiamoci». Tuttavia, uno degli aggressori ha estratto un coltello e lo ha colpito vicino al polmone.

Pubblicità

La sorella del ragazzo, presente durante l’aggressione, ha descritto la lama come enorme. «Mamma, io la coltellata non l’ho sentita, ho pensato solo a portare le ragazze lontano da lì», ha raccontato Franco alla madre. Grazie all’intervento di passanti e di un tassista, l’emorragia è stata contenuta e il giovane è stato portato in ospedale, dove è attualmente ricoverato.

No alla violenza

Gelsomina, ancora provata, confida: «Mi trovo in una bolla. Sto elaborando la situazione, guardo mio figlio e mi viene da piangere. Sono stata fortunata». Madre di tre figli – Franco, 18 anni, e due ragazze di 16 e quasi 15 anni, tutti studenti dello stesso liceo classico – la donna esprime preoccupazione ma anche fermezza: «Sono in ansia per loro, ma bisogna dire no a questa violenza. Bisogna denunciare».

Pubblicità

La famiglia ritiene di poter identificare gli aggressori, alcuni dei quali, secondo Franco, potrebbero essere minorenni. Dal reparto ospedaliero, il giovane ha aggiunto: «Dopo che mi hanno pugnalato, si sono allontanati lentamente, come se non avessero niente da temere. Io non smetterò di uscire, non sarò preda della paura, perché ho visto tante persone buone che mi hanno aiutato e soccorso. Le persone buone esistono».

Gelsomina lancia un messaggio chiaro: «Il primo è un grazie, che vorrei rivolgere al tassista che ha accompagnato mio figlio in ospedale e alla persona che ha aiutato a tamponare l’emorragia. Dobbiamo denunciare questa malanapoli, questa parte di città che è schiava per lo più dell’ignoranza. A loro direi: basta con le armi, siete giovani e pensate alla vita».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Napoli, a via Nuova Marina un nuovo polo universitario sorgerà al posto dei ruderi

L’area si prepara ad accogliere un complesso per formazione e ricerca Un moderno edificio sorgerà in via Nuova Marina, di fronte all’area portuale, al posto...

Massimiliano Gallo al Teatro Grande di Pompei con “Lettera ad Eduardo” per una serata di solidarietà

Il Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei ospiterà una serata speciale dedicata al teatro, alla musica e alla solidarietà. Venerdì 29 maggio 2026 andrà...

Ultime notizie

Omicidio Martina Carbonaro, caos al processo: Alessio Tucci seguirà il processo da remoto

Udienza segnata da intimidazioni e offese Il processo per l’omicidio di Martina Carbonaro parte da Napoli con una decisione netta dei giudici: Alessio Tucci, 19...

Napoli, piazze di spaccio del clan Lepre: 12 arresti nel Cavone

Nel fascicolo 54 indagati e oltre 250 contestazioni Dalla gestione delle piazze di spaccio alla tentata estorsione nei confronti di una persona già impiegata nello...

Il campo largo traballa, ma sulle tasse ritrova subito l’equilibrio

Le divisioni interne e i sondaggi frenano la narrazione della rimonta Sono ripartiti esattamente da dove si erano fermati, ovvero dalla patrimoniale. Qualcuno ha definito...