Camorra e imprenditoria, al clan Di Lauro 150 anni di carcere per 18 imputati

Il processo sulle attività imprenditoriali e finanziarie della cosca

Il gup di Napoli Ivana Salvatore ha inflitto circa 150 anni di carcere a 18 dei 20 imputati finiti sotto processo nell’ambito di un’indagine della Dda e del Ros di Napoli sulle attività imprenditoriali e finanziarie del clan di Lauro di Secondigliano sotto la reggenza di Vincenzo di Lauro, secondogenito del capoclan detenuto Paolo di Lauro detto «Ciruzzo o’ milionario».

Condanna particolarmente pesante, 20 anni, per Vincenzo di Lauro. Per Umberto Lamonica sono stati decisi 13 anni e 4 mesi; Diego Leone, 13 anni e 6 mesi; Raffaele Rispoli, 16 anni e 8 mesi; Daniele Volpicelli, 8 anni; Marco Minichini, 6 anni e 8 mesi; Raffaele di Natale, 14 anni, 9 mesi e 23 giorni; Giovanni Cortese, 7 anni e 4 mesi; Gennaro e Alessandro Nocera, 11 anni; Pietro Granata e Gennaro Rizzo, 6 anni e 8 mesi; Salvatore Esposito, 5 anni; Gennaro Migliore, 2 anni e 8 mesi; Luigi e Antonio De Rosa, 2 anni e 6 mesi; Raffaele Barrese, 2 anni; Gennaro Casaburi, un anno e 8 mesi.

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Assolti dai reati contestati (concorso esterno in associazione mafiosa e la partecipazione finalizzata alla produzione di sigarette di contrabbando) per il cantante neomelodico Antonino Colombo, detto Tony, e sua moglie Immacolata Rispoli, detta Tina.

Federproprietà Napoli

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