Da Mosca ancora accuse a Mattarella, prova a spaventare: «Ci saranno conseguenze»

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La solidarietà al presidente della Repubblica è bipartisan

Non bastava l’accusa di aver pronunciato «invenzioni blasfeme», a pochi giorni di distanza la Russia torna ad attaccare Sergio Mattarella minacciando «conseguenze» a quanto affermato dal capo dello Stato all’università di Marsiglia lo scorso 5 febbraio, parole già prese di mira venerdì scorso. La solidarietà al presidente della Repubblica è bipartisan, con un’ovazione dell’aula della Camera dei deputati.

L’opposizione incalza e chiede di agire: la solidarietà non basta più, ora serve una reazione formale al Cremlino. È stata ancora una volta la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, a puntare il dito contro Mattarella, dichiarando che il presidente italiano «ha affermato di credere che la Russia possa essere equiparata al Terzo Reich» e minacciando che «ciò non può e non sarà mai lasciato senza conseguenze».

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«Questo ci viene detto da una persona che non può non sapere quanti soldati italiani hanno ucciso i nostri nonni e bisnonni sul nostro territorio durante la Seconda Guerra Mondiale sotto gli stendardi e gli slogan nazisti», ha detto ancora Zakharova, ribadendo in sostanza gli stessi concetti dell’affondo arrivato a freddo il 14 febbraio, accompagnato anche da un cyberattacco degli hacker filorussi di NoName057(16) contro siti web italiani in settori di trasporti e bancari che hanno rivendicato l’azione contro il «russofobo» Mattarella.

Un attacco all’Italia

Il Quirinale ha deciso di non commentare le frasi arrivate da Mosca: il presidente è «sereno», aveva già fatto sapere venerdì, rimandando alla rilettura del suo intervento a Marsiglia. La politica ha fatto quadrato attorno al presidente, da Fratelli d’Italia con i capigruppo Galeazzo Bignami e Lucio Malan che hanno rinnovato «la stima e la solidarietà» al capo dello Stato, a Forza Italia che sui social ha intimato: «Basta attacchi al presidente Mattarella. Ogni esternazione contro il nostro capo dello Stato è un attacco all’Italia e alla sua democrazia che deve essere condannato fermamente».

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Fino al leghista Formentini, secondo cui «la Lega era, è e sarà sempre in difesa della sovranità nazionale» e ribadisce «la solidarietà al presidente». Per l’opposizione però la solidarietà non basta più, gli insulti di Mosca a Mattarella meritano «una risposta ufficiale» del governo, ha insistito il Pd, proprio mentre Meloni era a Parigi per discutere con i partner europei su come continuare a sostenere l’Ucraina di fronte all’aggressione russa e alla fuga in avanti di Donald Trump con lo zar del Cremlino, Vladimir Putin.

«Fate i sovranisti sul serio per una volta e convocate l’ambasciatore russo», è stata la stoccata del leader di Azione, Carlo Calenda. «Meloni e Tajani rispondano direttamente al governo putiniano, respingendo al mittente tutte le accuse», ha esortato Benedetto Della Vedova di +Europa.

Ma da Palazzo Chigi e Farnesina, al contrario della pronta replica di venerdì scorso, non è arrivata per ora alcuna condanna, né alcun passo diplomatico formale.

Grillino prende le distanze dal discorso di Mattarella

Un momento di tensione si è registrato anche in aula alla Camera, dopo che tutti i deputati si erano alzati in piedi per applaudire Mattarella in un’ovazione durata due minuti, quando Riccardo Ricciardi di M5s ha preso la parola.

Pur ribadendo il sostegno al capo dello Stato e definendo «inaccettabile» la risposta russa, ha dichiarato: quel «passaggio fatto» da Mattarella a Marsiglia, che «sicuramente è stato mal interpretato, noi non lo avremmo fatto perché dà la leva alla narrazione che si sta facendo da più di due anni in questo Paese e in Europa e che giustifica il continuo invio di armi per giustificare una guerra che ora tutti si rendono conto che dovrà arrivare ad una trattativa». Il capogruppo di Fdi, Bignami, intervenuto subito dopo, ha replicato: «Vedremo se la diplomazia è stata facilitata dall’invio del reddito di cittadinanza o dall’invio di armi all’Ucraina, dalla postura che il governo ha tenuto».

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