Papa Francesco: quadro clinico complesso, si allungano i tempi di degenza

Dagli accertamenti è emersa un’infezione polimicrobica ai polmoni

«I risultati degli accertamenti effettuati nei giorni scorsi e nella giornata odierna hanno dimostrato un’infezione polimicrobica delle vie respiratorie che ha determinato un’ulteriore modifica della terapia. Tutti gli accertamenti effettuati sino a oggi sono indicativi di un quadro clinico complesso che richiederà una degenza ospedaliera adeguata».

La sala stampa vaticana ogni giorno aggiorna sulla salute di Papa Francesco, ricoverato da venerdì scorso all’Ospedale Gemelli. Il Pontefice «è di umore buono», ha sottolineato il direttore della sala stampa Matteo Bruni. La notte trascorsa «è stata tranquilla», «ha riposato bene», «ha fatto colazione e si è dedicato alla lettura dei quotidiani».

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Ma che cos’è un’infezione polimicrobica ai polmoni?

È una patologia polmonare causata dalla presenza simultanea di più di un microrganismo patogeno, come batteri, virus, funghi o altri agenti infettivi. Questi microrganismi possono interagire tra loro, potenziando la loro virulenza e rendendo più complessa la diagnosi e il trattamento dell’infezione.

Il Pontefice, al decimo piano del Policlinico Gemelli è sotto stretto «controllo ospedaliero» e vale la regola del «riposo assoluto» stabilito dai medici. Ecco perché ieri non ha potuto guidare – prima volta – la recita mariana dell’Angelus e l’Udienza Generale di mercoledì è stata annullata. Non si escludono altre cancellazioni. Non ci sono previsioni sulle dimissioni, la degenza ospedaliera – come ribadito – è «adeguata».

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L’appuntamento con Gaza

Nonostante tutto, però, il Papa non ha voluto mancare l’appuntamento quotidiano con la parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, la chiamata puntuale delle 19 con il parroco padre Gabriel Romanelli e tutti i rifugiati tra parrocchia e collegio.

È lo stesso Romanelli a confermarlo al telefono con i media vaticani spiegando: «Il Santo Padre ci ha chiamato i primi due giorni di ricovero, le persone aspettavano alle 20 (ora di Gaza) come sempre e nonostante abbiamo avuto un blackout in tutta la zona di Gaza City, lui ha insistito ed è riuscito a contattarci con una video-call. Ci ha domandato come stavamo, com’era la situazione, ci ha inviato la sua benedizione. Le persone gli hanno manifestato la sua vicinanza, lui ha ringraziato e ha dato la benedizione».

«Abbiamo sentito la sua voce. È vero, è più stanco. Lui stesso ha detto: devo curarmi. Ma si sentiva la voce chiara, ci ha ascoltato bene», sottolinea il sacerdote argentino. Ieri sera, invece, domenica, «Papa Francesco ha inviato un messaggio scritto al mio cellulare», racconta padre Gabriel.

Nel popolo della Sacra Famiglia non vi era alcuna aspettativa di una comunicazione col Pontefice, viste «le notizie e le informazioni della Santa Sede sul suo trattamento per la bronchite». Invece Jorge Mario Bergoglio ha voluto farsi comunque presente: «Mi ha inviato un piccolo messaggio dicendo che ringraziava per la vicinanza e le preghiere e ricambiava con la sua benedizione». Preghiere che proseguono incessanti, sottolinea Romanelli: «Speriamo che il recupero avvenga presto e che possa tornare a San Pietro a continuare la sua missione e il suo lavoro».

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