Campi Flegrei, scontro in Consiglio regionale: il centrosinistra boccia lo stato di emergenza

Il capo dell’opposizione Sangiuliano: «Schiaffo ai cittadini»

Prima il decreto e la legge speciale, eventualmente dopo lo stato di emergenza. È la linea scelta dal centrosinistra in Consiglio regionale sui Campi Flegrei, con la bocciatura della risoluzione dell’opposizione che chiedeva di rivolgersi immediatamente al Governo. Una scelta incomprensibile davanti alle difficoltà di cittadini, sfollati e attività economiche colpite dal sisma del 31 luglio.

La seduta monotematica del Consiglio regionale della Campania, presieduta da Massimiliano Manfredi e richiesta dalla minoranza, si chiude infatti con due votazioni contrapposte. A maggioranza viene approvata la risoluzione del centrosinistra, con il voto contrario dell’opposizione, mentre viene respinto il documento del centrodestra che impegnava il presidente della Regione Roberto Fico a chiedere formalmente al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza. Alla seduta assistono anche i sindaci di Pozzuoli Luigi Manzoni, di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo.

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Sangiuliano: «Governo nazionale è prontamente intervenuto»

La posizione dell’opposizione viene scandita dal suo leader Gennaro Sangiuliano, che rivendica gli interventi già messi in campo dall’esecutivo nazionale e sollecita un passo formale della Regione. «Il Governo nazionale è prontamente intervenuto con una serie di misure straordinarie per assistere la popolazione e gli Enti locali colpiti dal sisma, con anche un primo stanziamento di 100 milioni di euro, anche la Regione deve fare la sua parte con la formale richiesta dello stato di emergenza».

Sangiuliano lega la stessa convocazione del Consiglio all’iniziativa del centrodestra: «Questo Consiglio si fa perché l’opposizione si è attivata inchiodando la maggioranza del “barbecue” alle sue responsabilità. Qui ci sono i bisogni delle persone perché perdere la propria casa è una vera e propria tragedia umana. La prima cosa è soddisfare i bisogni».

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Da qui la richiesta dello strumento straordinario: «Noi chiediamo lo Stato di emergenza perché è lo strumento tecnico e normativo per fronteggiare le prime necessità: casa, ristori economici, sospensione dei mutui, sospensione del pagamento dei tributi».

«Uno schiaffo in faccia alla cittadinanza»

Dopo il voto, il giudizio diventa ancora più duro. Sangiuliano, insieme ai capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Micaela Rostan e Sebastiano Odierna, definisce «la mancata approvazione della richiesta dello stato di emergenza da parte della maggioranza di centrosinistra» un «fatto gravissimo che va contro gli interessi dei cittadini dei Campi Flegrei, un vero e proprio schiaffo in faccia alla cittadinanza che sta soffrendo avendo perso la casa e con danni alle attività economiche».

Per l’opposizione si tratta di «un atto di arroganza inspiegabile perché lo Stato di Emergenza è l’unico provvedimento che ci consente di assumere misure urgenti come la sospensione del pagamento dei tributi e dei mutui».

Il centrodestra annuncia quindi che non considera chiusa la partita: «Continuerà la sua battaglia per ottenere lo Stato di Emergenza e soprattutto per dare una sistemazione credibile e adeguata per chi ha perso casa». Sangiuliano e i capigruppo contestano inoltre alla maggioranza di avere «votato contro anche l’aumento dello stanziamento del consiglio da 5 a 12 milioni di euro» e di avere impedito «di ricomprendere i comuni di Quarto e Giugliano».

La maggioranza punta sul decreto

La risoluzione approvata dal centrosinistra segue invece un percorso diverso. Il documento impegna Fico a lavorare per rafforzare il Decreto Legge n. 144 del 7 agosto 2026 durante la conversione parlamentare e a sollecitare il Governo affinché ne vengano colmate le lacune.

Tra le richieste figurano la reintroduzione della sospensione di tributi, mutui e finanziamenti per cittadini, imprese e professionisti colpiti dal sisma del 31 luglio; una disciplina speciale, mirata e non generalizzata, per superare le difformità edilizie non strutturali del patrimonio privato esclusivamente ai fini dell’accesso ai contributi e degli interventi di messa in sicurezza sismica; l’estensione della sospensione dei mutui agli enti locali coinvolti; l’aumento del tetto dei contributi destinati alle attività economiche e produttive danneggiate e l’istituzione di un fondo di garanzia per l’accesso al credito.

La maggioranza chiede inoltre un sostegno alla locazione per gli sfollati non completamente coperti dal contributo di autonoma sistemazione e la possibilità di incrementare le risorse finanziarie qualora quelle stanziate non bastassero a soddisfare tutte le richieste ammissibili.

Personale, risorse e tavolo permanente

Il documento prevede anche il potenziamento del personale degli Enti locali e della rete dei servizi essenziali, sostenendo la stabilizzazione strutturale del personale straordinario assunto dai Comuni ai sensi dell’articolo 6 del Decreto Legge 140/2023 e ss.mm., considerando la natura pluriennale della crisi.

La Regione dovrà inoltre promuovere, insieme ai parlamentari campani e ai gruppi di maggioranza in Consiglio, un pacchetto condiviso di emendamenti al Decreto Legge 144/2026 e istituire, o rafforzare se già presente, un tavolo permanente di monitoraggio con Dipartimento della Protezione civile e Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Napoli e Monte di Procida per coordinare gli interventi e verificare l’effettivo impiego delle risorse.

Ed è proprio sullo stato di emergenza che emerge la distanza politica più netta: la risoluzione della maggioranza prevede di valutarne eventualmente la richiesta soltanto dopo la conversione del decreto e qualora le misure statali risultassero manifestamente insufficienti a garantire la piena sicurezza delle popolazioni interessate.

Parallelamente viene indicato un percorso verso una disciplina legislativa speciale per l’area flegrea, con una strategia organica di prevenzione, adattamento, messa in sicurezza e sviluppo, che tuteli patrimonio edilizio, infrastrutturale e ambientale, coesione sociale, tessuto economico-produttivo e qualità della vita.

Fico insiste sulla legge speciale

Durante la discussione Fico ha difeso questa impostazione sostenendo che lo stato di emergenza «si apre e si chiude», mentre il bradisismo è un fenomeno permanente e necessita quindi di una legge speciale stabile e dotata delle necessarie risorse. Il governatore mette inoltre in guardia dal rischio di duplicazioni di ruoli e funzioni derivanti da un ulteriore commissariamento e sottolinea che lo stato di emergenza non risolverebbe il nodo delle difformità urbanistiche degli edifici.

Fico invita anche maggioranza e opposizione a lavorare insieme sul decreto e ipotizza la costituzione di una commissione per elaborare una proposta di legge speciale da sottoporre al Governo. A suo giudizio, proprio una disciplina strutturale può accompagnare nel tempo la convivenza dell’area con il bradisismo e consentire la riduzione del rischio attraverso interventi di adeguamento sismico degli immobili.

Sulla stessa linea il capogruppo del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, che richiama gli interventi della Giunta regionale e della Protezione civile, l’assistenza alla popolazione, le risorse per l’autonoma sistemazione e per le attività economiche e il confronto con il Governo. Per Saiello, la conversione del decreto rappresenta l’occasione per recepire le proposte dei sindaci, mentre la legge speciale costituisce lo strumento per offrire una prospettiva strutturale ai Campi Flegrei.

 

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