Il Conclave al via il 7 maggio per eleggere il successore di Papa Francesco

135 cardinali elettori, oltre il limite massimo di 120

Una macchina complessa ma pressoché infallibile messa a punto in secoli di storia e tradizione liturgica. Una votazione terrena che, per intercessione dello spirito santo, designerà il rappresentante di Cristo in terra: dunque un atto normato da regole ferree e preceduto da una liturgia significativa.

È il conclave che, per l’elezione del successore di Papa Francesco, si aprirà il 7 maggio. Il numero massimo di cardinali elettori è stabilito in 120 anche se al momento gli aventi diritto al voto sono 135. Per tutti è fatto divieto di utilizzare qualsiasi dispositivo o mettersi in contatto con l’esterno in virtù del vincolo di riservatezza e segretezza.

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L’inizio ufficiale del conclave

È solo al termine del giuramento – che si conclude con la frase «extra omnes» (fuori tutti) – che prende il via ufficialmente il conclave, con la chiusura a chiave della porta di accesso alla cappella Sistina e l’avvio delle operazioni di voto. Il 7 maggio, giorno dell’avvio del conclave, si terrà una sola votazione nel pomeriggio mentre nei giorni successivi saranno quattro in totale, due la mattina e due il pomeriggio.

Il rito del voto

Una volta scritto il nome sulla scheda sotto la frase ‘Eligo in Summum Pontificem’, ogni singolo cardinale elettore si avvia verso l’altare con la scheda piegata e ben visibile. L’adagia su un piatto d’argento poggiato su un’urna e poi la lascia scivolare all’interno. Una volta conclusa la sessione di voto, i primi due scrutatori aprono e leggono in silenzio il nome scritto sulla scheda, mentre il terzo pronuncia il nome. Le schede vengono forate e legate insieme, per essere poi bruciate all’interno della stufa. Nel caso di mancata elezione verrà aggiunta una miscela che colorerà il fumo di nero.

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L’annuncio del nuovo Papa

In caso contrario, invece, il decano si rivolge al candidato eletto per chiedergli se accetta o meno l’incarico e quale sarà il nome scelto, ma questo solo se il nome ha ottenuto i due terzi dei suffragi. Solo allora verranno bruciate le schede aggiungendo il colorante bianco che annuncerà dal comignolo della cappella Sistina l’elezione del nuovo Papa.

Solo al termine si procede alla vestizione nella cosiddetta ‘stanza delle lacrime’ nella sagrestia della cappella Sistina. Toccherà poi al cardinale protodiacono dare l’annuncio dell’elezione dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, dalla quale successivamente si affaccerà il nuovo Papa per la benedizione Urbi et Orbi.

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