Scissionisti, tutti i nomi degli indagati: c’è anche il genero del boss Cesare Pagano

I ruoli ricostruiti dagli inquirenti. Il controllo delle piazze dei Sette Palazzi, dello Chalet Bakù e dell’Oasi del Buon Pastore affidato a Luigi Diano ex guardaspalle di Raffaele Amato jr

Gli inquirenti hanno ricostruito i ruoli degli indagati coinvolti nell’operazione dei carabinieri. Antonio Pompilio avrebbe avuto il ruolo di capo promotore e finanziatore degli acquisti dei grossi quantitativi di stupefacente importati e rivenduti dall’organizzazione nell’area partenopea; Enrico Bocchetti (genero di Cesare Pagano), Carlo Calzone, Emanuele Cicalese, Luigi Diano, Maurizio Errichelli, detto “o gorilla”, Vincenzo Mangiapili, Salvatore Mari, detto “‘o Tenente”, Antonio Marrone e Carlo Troncone, avrebbero avuto invece il ruolo di organizzatori per la distribuzione dello stupefacente, mantenendo i rapporti con i fornitori italiani ed esteri, con tutti i sodali dell’associazione, compresi i custodi, e gestendo le piazze di spaccio dello stupefacente;

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Raffaele Marrone avrebbe avuto il ruolo di organizzatore, provvedendo alla distribuzione delle mesate tra gli affiliati è mantenendo i rapporti con i custodi ed i pusher dello stupefacente; Francesco Fiengo avrebbe avuto un ruolo di organizzatore, mantenendo i rapporti con i custodi ed i pusher dello stupefacente. Domenico Guerra aveva il ruolo di contabile, mentre Raffaele Maisto, detto “Lello ‘a palla”, Francesco Tessitore, Giuliano Tessitore e atri due indagati, si sarebbero occupati curando il deposito e lo stoccaggio della droga del sodalizio e fornendo l’apporto logistico per la custodia di stupefacenti, somme di denaro e armi.

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Luigi Ascione e un’altra indagata avrebbero avuto il ruolo di corrieri, trasportando e prelevando lo stupefacente dal deposito di Gricignano d’Aversa. Salvatore D’Aria, invece, avrebbe collaborato nelle cessioni e nella distribuzione dei regali pasquali e natalizi agli altri appartenenti al gruppo sotto il controllo diretto di Antonio Pompilio.

I Sette Palazzi

Massimo Dannier, Gennaro Diano, Antonio Pandolfi e Patrizio Pone avrebbero invece avuto la gestione delle piazze di spaccio dei Sette Palazzi (via Antonio Labriola, Lotto H), Chalet Bakù (via Arcangelo Ghislere, via Federico Fellini, Lotto T/A) e Oasi del Buon Pastore (via Arcangelo Ghisleri, Lotto R), sotto il controllo e la direzione di Luigi Diano, indicato dal pentito Salvatore Roselli come ex guardaspalle di Raffaele Amato jr.

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Gaetano Pezzella, detto “‘o Tecnologo” e Arturo Vastarelli avevano il ruolo di vedette ed addetti alla vigilanza dell’immobile di via Crispi a Mugnano, luogo di custodia dello stupefacente e di incontro nel corso dei summit. Una donna è solo indagata perché era lei che si intestava le autovetture dotate di sistemi di occultamento, necessarie all’organizzazione per il trasporto e la custodia dello stupefacente.

Le misure

Destinatari della misura in carcere sono Luigi Ascione, Simone Bartiromo, Emanuele Cicalese, Nicola Di Casola, Pasquale Diglio, Massimo D’Onofrio, Raffaele Maisto, Vincenzo Mangiapili, Salvatore Mari, detto “O tenente”, (arrestato la scorsa estate da latitante a Castelvolturno), Antonio Marrone, Raffaele Marrone, Antonio Pompilio, Salvatore Sansone, Francesco Tessitore, Giuliano Tessitore, Carlo Troncone e Arturo Vastarelli. Il giudice ha invece disposto i domiciliari per Enrico Bocchetti, Carlo Calzone, Massimo Dannier, Salvatore D’Aria, Gennaro Diano, Luigi Diano, Maurizio Errichelli, Francesco Fiengo, Domenico Guerra, Antonio Pandolfi, Gaetano Pezzella, Patrizio Pone, Salvatore Ruocco, Mirko Russo, Vincenzo Sinacra e Domenico Stefanelli.

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