G7 Difesa a Napoli, scontri tra manifestanti e forze dell’ordine

Odio e violenza durante i lavori per la pace

Piazza del Plebiscito: da una parte il summit del G7, presieduto da Guido Crosetto, Ministro della Difesa e Meloniano della prima ora; dall’altra, all’esterno del Palazzo Reale di Napoli, una piazza blindatissima come mai si era vista negli ultimi anni, con migliaia di esponenti delle forze dell’ordine dispiegati in formazioni antisommossa, in uno scenario pronto a detonare. Anche Piazza Trieste e Trento è stata chiusa al transito. L’iconica piazza napoletana sembrava un campo di battaglia, con centinaia di mezzi della polizia e dell’esercito allineati intorno alla fontana del Carciofo, pronti a intervenire.

Intanto, migliaia di turisti smarriti cercavano invano di avvicinarsi al Teatro San Carlo e al Palazzo Reale, mentre una guida turistica provava a illustrare loro, dal retro delle transenne, il fascino dei monumenti, raccontandoli da lontano. Le attività commerciali sono state costrette ad abbassare le saracinesche e anche i residenti si sono affrettati a barricarsi in casa, mentre all’interno del Palazzo Reale di Napoli proseguivano i lavori iniziati ieri mattina.

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Le forze di polizia erano mobilitate: una lunga muraglia a doppio cordone, fatta di robuste transenne e pesanti dissuasori in calcestruzzo, chiudeva e inglobava Piazza del Plebiscito, Piazza Trieste e Trento, Via San Carlo, Cavalli di Bronzo, fino al Lungomare. Molte attività sono state costrette a chiudere per motivi di ordine pubblico, mentre le Frecce Tricolori eseguivano il loro spettacolo e il clima in strada si faceva sempre più teso. Le camionette della polizia sbarravano l’accesso alla piazza, creando percorsi ad imbuto per favorire il deflusso delle migliaia di turisti presenti in città, che, sotto una pioggia incessante, tentavano di raggiungere almeno il Lungomare.

Gli scontri tra la polizia e un gruppo di manifestanti

Sono da poco passate le 16.00 quando arriva la notizia degli scontri tra la polizia e un gruppo di manifestanti a Piazza Carità. Un migliaio hanno affrontato le forze dell’ordine che impediscono loro di avvicinarsi al Palazzo Reale. Volano pietre e bottiglie, la polizia risponde con fumogeni e facendo ricorso ai manganelli. Non risultano feriti, anche se in diversi pagano dazio per l’effetto di fumogeni e lacrimogeni.

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Intanto il resto del corteo degli «antagonisti» – così si sono definiti – dopo aver oltrepassato il limite di Piazza Bovio imposto dalla Questura, scandiva cori come «Siamo tutti antifascisti», «Palestina Libera», «Odio Occidente» e «Meloni governo di merda», dirigendosi verso Piazza del Plebiscito. Erano tanti, circa duemila secondo gli organizzatori, tra cui la consigliera di Potere al Popolo per la seconda municipalità, Chiara Capretti. Moltissimi erano gli studenti provenienti dai diversi atenei cittadini, e tra i presenti c’erano anche una decina di centri sociali (tra cui Officina99, Insurgencia e l’ex Lanificio), oltre a diverse associazioni come Italia Nostra, DEMA di Luigi De Magistris e quella del sacerdote Alex Zanotelli.

I manifestanti non sono scesi in piazza solo per protestare contro il summit in corso, ma anche per far sentire la loro voce in difesa della Palestina, chiedendo la fine del genocidio da parte di Israele e manifestando dissenso contro il recente Ddl 1660. Davanti al corteo, come carri allegorici, si potevano vedere un Vesuvio di stoffa con sopra disegnati un ospedale, uno scuolabus, un’ambulanza, un teatro, una spiaggia e una scuola, simboli delle attività su cui i manifestanti chiedono che vengano investiti i soldi del Governo, invece che sulle armi. In sottofondo, «Bella Ciao» faceva da colonna sonora a tutto questo.

Nessun ferito

Probabilmente, gli scongiuri del Ministro Crosetto di questa mattina hanno dato qualche “aiutino” a evitare il peggio. Il rischio che la situazione potesse degenerare era nell’aria, tanto da imporre alle migliaia di cittadini l’allontanamento forzato dall’area, facendoli attraversare il dedalo dei vicoli dei Quartieri Spagnoli. La pioggia fitta e incessante che ha accompagnato tutto l’evento ha fatto da deterrente: è stato probabilmente anche grazie a questo che la situazione si è stemperata prima che potessero accadere fatti più gravi.

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