Droga, la cassa comune del gruppo di Torre Annunziata gestita dai due cognati

Nino Gemignani e Giuseppe Panariello monitorati nel corso delle intercettazioni disposte dall’autorità giudiziaria

Un gruppo all’Arenaccia e uno a Torre Annunziata. Così si dividevano i compiti gli specialisti della droga sgominati l’altro giorno dall’operazione di Finanza e polizia. Il gruppo torrese, hanno accertato gli inquirenti, era a gestione familiare e dotato di una cassa comune.

I capi, i cognati Nino Gemignani e Giuseppe Panariello, attingevano a quella cassa per gli acquisti delle partite di droga e dei telefoni cellulari «strumentali» alle attività illecite, ma anche per il pagamento dei collaboratori. C’è uno scambio di sms tra Gemignani e Panariello, uno stralcio dal quale emergeva chiaramente l’ammontare del compenso per il suo ruolo di corriere destinato a Orsolo Polise, detto «Osvaldo» o «Benzema»: «E poi si deve dare 350 a Osvaldo».

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Alessandro Corrado, al vertice del gruppo di Napoli, noto anche come «Rolex», è stato spesso monitorato a Torre Annunziata. Questo emerge dalle intercettazioni telefoniche. Il suo telefono è stato localizzato proprio nel comune oplontino. La presenza di Corrado a Torre Annunziata precedeva quasi sempre l’imminente arrivo del suo corriere che materialmente cedeva poi la partita di droga ai «torresi». Gli sms intercettati nei giorni a seguire sulle utenze utilizzate da Gemignani e Panariello consentivano di quantificare in circa cinque chilogrammi una delle partite di cocaina cedute da Corrado e Ciro De Liso.

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