Le mani della criminalità sul decreto flussi, 6mila euro per un’istanza di ingresso

Un clan ha gestito l’iter amministrativo di 6mila domande

La criminalità organizzata ha messo le mani sul decreto flussi lucrando sull’ingresso di extracomunitari in Italia – a colpi di migliaia di euro a domanda – ed il governo è pronto a cambiare il testo unico sull’immigrazione per chiudere le porte alle frodi favorite dal meccanismo della norma. Lo ha assicurato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in audizione alla commissione Antimafia.

Sul caso lo scorso 4 giugno la premier Giorgia Meloni ha presentato un esposto al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. E da allora, ha riferito Mantovano, «c’è stata un’accelerazione delle indagini in materia». Si tratta, ha aggiunto, di un fenomeno «che abbiamo il dovere di fermare e di correggere, così come abbiamo fatto con il superbonus edilizio ed il reddito di cittadinanza».

Pubblicità

Mantovano: «Tanti governi hanno annunciato cambiamenti»

Nell’ultimo decennio, ha ricordato Mantovano, «tanti governi hanno annunciato cambiamenti al testo unico sull’immigrazione, ma senza poi dar seguito ai propositi. Noi – ha assicurato – lo faremo puntando a modificare, sia sul piano amministrativo che normativo, gli atti che hanno portato alle storture» delle frodi sul decreto flussi, «in modo da consentire l’ingresso solo a chi ha la concreta e certificata prospettiva di lavorare».

Il tavolo tecnico messo in piedi dal governo per monitorare il provvedimento (previsti 450mila ingressi di lavoratori extracomunitari nel triennio 2023-2025) ha fatto emergere «un quadro preoccupante, con anomalie e distorsioni nelle cui pieghe si inseriscono gruppi criminali: ciò è alla base dell’esposto». L’anomalia più eclatante riguarda la Campania, che ha avuto un numero di domande di nulla osta al lavoro per extracomunitari, durante il click day, totalmente sproporzionato rispetto al numero dei potenziali datori di lavoro presenti su quel territorio. «E a fronte del numero esorbitante di domande – ha rilevato il sottosegretario – solo una minima percentuale di stranieri (il 2,8%) ha poi effettivamente sottoscritto un contratto di lavoro».

Pubblicità

Questo scarto riguarda, con percentuali differenti, svariate regioni ed «è verosimile l’ipotesi dell’infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione delle domande. Quindi i decreti flussi sono stati utilizzati come meccanismo per far entrare in Italia persone che non avrebbero avuto diritto a farlo, verosimilmente dietro il pagamento di ingenti somme di denaro».

Il business

Il business è molto appetibile se si pensa al quadro emerso da un’indagine in una città del Sud: un clan ha gestito l’iter amministrativo di 6mila istanze di ingresso di stranieri in Italia con il decreto flussi, al costo di 6mila euro l’una.

E si è scoperto che le istanze erano state trasmesse da solo due inseritori, un caf ed un patronato. Proprio a seguito dell’esposto di Meloni, ha fatto sapere Mantovano, «c’è stata un’accelerazione delle indagini» su queste frodi. Ma già in precedenza si erano mosse svariate procure. «Il solo comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro a partire dall’ottobre 2022 – ha osservato Mantovano – ha avviato 186 indagini, 66 concluse, con oltre 60mila istanze sospettate di condotte fraudolente».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Sant’Antonio Abate, sequestrata col figlio per due giorni e picchiata: arrestato il compagno

La donna sarebbe stata colpita anche con un bastone chiodato Per due giorni avrebbe impedito alla compagna e al figlio di lei, di appena 6...

Meloni guarda al 2027: «Nessuno può accusarmi di essermi risparmiata»

La premier: «A settembre meno tasse e più potere d’acquisto» «Avrei potuto fare meglio? Certo. Ma avrei potuto fare di più? No». Giorgia Meloni affida...

Ultime notizie

Centrosinistra, le primarie possono decretare il vincitore ma non lo sconfitto fedele

Leader pronti alla photo opportunity, più aspiranti premier che intese La leadership del centrosinistra resta sospesa tra Schlein e Conte. Nel frattempo, però, attorno alla...

Corruzione elettorale, Giovanni Toti archiviato nell’inchiesta bis

Non sufficientemente provato il coinvolgimento nel voto di scambio Non ci sono elementi sufficienti per sostenere il coinvolgimento di Giovanni Toti nel voto di scambio...

America’s Cup, Rispoli: «Napoli merita una programmazione seria, il lungomare sarà incompleto»

La città rischia di presentarsi con transenne e lavori in corso Napoli si prepara ad accogliere l’America’s Cup, ma sul Lungomare potrebbero restare transenne, mezzi...